{"title":"Giuseppe Scelfo","description":null,"products":[{"product_id":"8-movimento-collezione-proiezioni","title":"8° MOVIMENTO (Collezione Proiezioni)","description":"\u003cp\u003eLe relazioni e i sentimenti sono lo spartito che viviamo e negli anni 1988-1989 il mio vissuto cercava le geometrie guida, quasi come spartiti che dirigevano il periodo emozionante di nuove scoperte (avevo 43\/44 anni). La luce e lo spazio mi guidavano nella seconda metà della vita. La collezione l’ho chiamata delle Proiezioni, perché queste ci accompagnano sempre in tutto l’arco dell’esistenza, tra noi stessi e verso gli altri.\u003cbr\u003e\nOpera esposta nel 1989 nella personale in Palazzo Valentini, catalogo con presentazione di Dario Micacchi e Alfio Borghese.  \u003cbr\u003e\nNel 1989 nasce il desiderio di rinnovare la modalità di stendere il colore che fino ad allora avevo fatto previa mano di quarzo plastico o su tela o su legno, per andare oltre la similitudine con le superfici murarie che mi avevano attratto molto per le potenzialità dimensionali ed espressive.\u003cbr\u003e\nVoglio ritornare alla pennellata, ma anche a una iconografia diversa dal figurativo (serie precedenti, anche se lavorate in modo inconsueto). \u003cbr\u003e\nIl momento era in espansione. Volli concentrare l’attenzione su una dimensione geometrica, a dare risalto alle direttrici che volevo intraprendere, in un quadro di aperture: La dimensione delle quinte teatrali si pose subito al centro, e partii con una serie impostata in questa maniera. uno spazio che si svela nei suoi intrecci tra due piani che si aprono. Insieme alle linee – che avevano corpo – sentii fluttuare numerosi intrecci, come per il sentire e il vivere, ma in una forte dimensione di luminosità. Un intreccio di assi e piani diversamente orientati come le strade che formalmente e interiormente incontriamo nella vita.  La scelta quindi fu di orientarmi verso una dominante gialla – nello specifico usavo l’Hansa Yellow light – che corrispondeva perfettamente alle emozioni luminose che rappresentavo.\u003cbr\u003e\nNell’Opera in oggetto le quinte sono più strette rispetto alle tele precedenti – qualche volta ne ho fatto a meno – e il colore verde segna una separazione visiva oltre che di fatto. Immagino che potrei stare lì, uscire, districarmi, muovermi o rientrare… per preparare scene successive… Come anche potrebbe fare un qualunque spettatore davanti alla tela.\u003cbr\u003e\nQuesta tela la esposi in una personale a Palazzo Valentini, nel dicembre 1989, quando si poteva ancora esporre negli stupendi antichi sotterranei. Il catalogo riporta i commenti del critico d’arte Dario Micacchi e del giornalista Alfio Borghese. Ne riporto gli stralci:\u003cbr\u003e\nStralcio di Dario Micacchi:\u003cbr\u003e\n“Giuseppe Scelfo, nel dipingere, parte da un’idea che è un pensiero dominante, liricamente ossessivo e che possiede la sua immaginazione finché non ne ha esaurite tutte le possibilità costruttive significanti. \u003cbr\u003e\nPuò essere figurativo come nel ciclo con le “Cariatidi” (FRAMMENTI) o in quello di Antigone; o astratto neocostruttivista come quello ultimo dei Movimenti. \u003cbr\u003e\nAll’inizio degli anni Ottanta il colore è dato con effetto di pittura murale. La materia è acrilica su quarzo plastico; materia che dura fino ai dipinti più recenti quando entra l’olio che rende la luminosità dell’immagine e dei particolari più dolcemente fusa, più radiante e più magica per lo smussamento della “agudeza” della geometria.\u003cbr\u003e\nÈ un livello più alto toccato con lo scandaglio dello spazio operato con il ciclo dei movimenti di grande e piccolo formato (e qui sta maturando un lirismo nuovo che, per usare un termine musicale si potrebbe dire “allegretto scherzando”). \u003cbr\u003e\nEd è anche un livello pittorico più alto perché l’occupazione dello spazio tende alla lunga durata del tempo umano del dominio spaziale così sereno e costruttivo. \u003cbr\u003e\nGiuseppe Scelfo ha come pittore un occhio assai singolare che opera a 360 gradi guardando nelle profondità dello spazio e nelle profondità dell’io con assoluta sintonia e simmetria: tanto che l’immagine serena della conquista e del dominio spaziale è anche l’evidenza di un percorso in crescita dell’io profondo da una situazione chiusa all’apertura azzurra.\u003cbr\u003e\nGiuseppe Scelfo si è dato una cultura e una tecnica giusta per queste sue conquiste d’immagine così devianti dal corso ufficiale ma abitudinario della pittura d’oggi”.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eStralcio da Alfio Borghese:\u003cbr\u003e\n“…Pur di evocare spazi fantastici, Scelfo non segue le regole matematiche e crea proiezioni quando gli servono, per ottenere sempre una dilatazione dello spazio. \u003cbr\u003e\nLa sua è una pittura di oggi ed anche l’uso dell’acrilico è dovuto alla modernità della tecnica, che dà superficie compatta, variazioni tonali omogenee con esecuzione più veloce.\u003cbr\u003e\nCon il 1989 c’è una svolta decisiva nella pittura di Scelfo; intanto l’abbandono dei temi classici, accompagnato, nella tecnica, dal passaggio dal quarzo plastico all’acrilico direttamente su tela, per riprovare il piacere della pennellata fluida, superare il legame con il murale e attraversare il “piano del quadro”.\u003cbr\u003e\nOra, il colloquio è diretto, la superficie non va più “schermata”, il disegno è pensato su immagini quotidiane, su assemblaggio e tracciato direttamente sulla tela.\u003cbr\u003e\nScelfo con i MOVIMENTI entra nel clima fantastico delle emozioni, impostando tutti i suoi giochi di colori, di linee (delle tante vite che amerebbe vivere) in piena libertà di temi e figure.\u003cbr\u003e\nLa ricerca di spazialità è legata a una ricerca sulla luce e sulle trasparenze dei nodi; le proiezioni, le intersezioni delle linee e dei piani giocano il ruolo principale.\u003cbr\u003e\nDai MOVIMENTI Scelfo trae infinite VARIAZIONI, che danno origine al ciclo delle PROIEZIONI: si attenuano ora i colori, aumenta la luminosità e comincia ad esplorare la sensibilità, la poesia e l’ambiguità delle trasparenze e delle intersezioni e il corpo dei lavori del 1989 vede il ritmo di superfici grandi e piccole, specie con le ultime opere che inizia ad eseguire anche ad olio”.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203254792578,"sku":"109133","price":3600.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/001_-_8_movimento_cm_145x95_acrilico_su_tela_1989.jpg?v=1768317034"},{"product_id":"1-movimento-collezione-proiezioni","title":"2° MOVIMENTO  (Collezione Proiezioni)","description":"\u003cp\u003eLe relazioni e i sentimenti sono lo spartito che viviamo e negli anni 1988-1989 il mio vissuto cercava le geometrie che guidavano il periodo emozionante di nuove scoperte (avevo 43\/44 anni). La luce e lo spazio mi guidavano nella seconda metà della vita.\u003cbr\u003e\nOpera esposta nella personale in Palazzo Valentini, catalogo con presentazione di Dario Micacchi e Alfio Borghese.  \u003cbr\u003e\nIn particolare mi trovavo in un periodo di forti cambiamenti anche personali oltre quelli degli eventi del periodo intorno al 1989.\u003cbr\u003e\nLa scena che si viveva era degna di una rappresentazione teatrale e le QUINTE mi si mostravano essenziali per far apparire la mia visione del presente: come in un teatro ricorrevo a flussi lineari tra due piani\/quinte che simboleggiavano le direzioni da prendere e che vivevo negli infiniti intrecci dell’esistenza. \u003cbr\u003e\nNaturalmente il lavoro non era studiato freddamente a tavolino, ma sentito. In altre parole sentivo forte l’impulso che mi guidava verso quelle forme, non astratte ma forme concrete, direi strutturali. Questa è una caratteristica che rappresenta la maggior parte del mio lavoro: sono forme che sento, che vivono dentro di me e che si esprimono in azioni. Sono le Forme dell’Essere, come sono arrivato a definire ora, nel 2023 con i miei disegni con pastelli. Nell’arco del tempo vissuto cambiamo, e cambiano le nostre manifestazioni, il nostro essere, il nostro corpo. Non possono non cambiare – evolvere – le immagini con cui ci manifestiamo.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203254825346,"sku":"109134","price":2400.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/2_movimento_65x95_acrilico_su_tela_1989.jpg?v=1768317035"},{"product_id":"la-perdita-del-paradiso-terrestre-collezione-dualita","title":"LA PERDITA DEL PARADISO TERRESTRE (Collezione Dualità)","description":"\u003cp\u003eLa scienza è usata anche “avidamente” e in questo modo sta distruggendo gli unici elementi vitali: terra, fuoco, aria, acqua.\u003cbr\u003e\nL’arte, con i suoi strumenti, può rendere visibili questi cambiamenti. Era, una volta la Terra, il Paradiso Terrestre.\u003cbr\u003e\nIl ciclo delle opere sulla dualità nasce da un progetto che vuole mostrare la bellezza delle cose tra cui vogliamo vivere, di cui a volte non ci accorgiamo ma di cui abbiamo bisogno. Le considerazioni negative vengono contrastate dai colori e dalle forme semplici e luminose, dove la dualità è espressa sul piano superiore e inferiore: gli elementi della natura, le foglie, gli elementi vitali delle piante si mettono a confronto con le geometrie delle costruzioni che vogliono apparire più belle della natura stessa, in un confronto artificiale che ha vita effimera. \u003cbr\u003e\nHo scelto questi elementi naturali e geometrici perché rappresentano sempre i campi in cui dobbiamo vivere e convivere per trovare il nostro equilibrio. Le parti geometriche si mescolano a parti curvilinee quasi in una seduzione reciproca per ammaliare e superare, illusoriamente la semplicità complessa naturale. \u003cbr\u003e\nI colori verdi e gialli dominanti vogliono mostrarsi nella luce e nella positività delle azioni. Circondiamoci di bellezza, il nostro corpo e mente ci ringrazieranno.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203254890882,"sku":"109135","price":3600.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/004_-_la_perdita_del_paradiso_terrestre_cm_145x95_olio_su_tela_2017.jpg?v=1768317037"},{"product_id":"dialoghi-1-collezione-dialoghi","title":"DIALOGHI 1 (Collezione Dialoghi)","description":"\u003cp\u003eQuindi le Opere prima nascono con il termine “interrelazioni” ma poi si definiscono più propriamente con “DIALOGHI”.\u003cbr\u003e\nE la prima opera nasce quasi d’obbligo, con il rivivere i momenti dei primi disegni di mio figlio all’età di 2 anni e mezzo, quando gli misi in mano i colori per fargli provare l’esperienza dei primi PROPRI segni con il suo agire. Quasi un rivivere me stesso alla reminiscenza della mia passione.\u003cbr\u003e\nHo riprodotto i segni del suo primo disegno in assoluto, sulla traccia dei quali ho continuato allacciandomi a loro e a far crescere lungo questi collegamenti fantomatiche mie certezze (le linee rette\/illusione!) elementi di vegetazione, l’origine naturale della vita sulla terra. Poi il riempimento dell’aria e dello spazio con un fitto puntinato, quasi una velatura con le innumerevoli particelle dell’ossigeno che ci fa respirare.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL’immagine è stata meditata a lungo quando sentii il desiderio di mettere in relazione in qualche modo i disegni di mio figlio con il mio agire pittura. Ma doveva essere un disegno particolarmente significativo! Presi allora la cartellina dove custodisco tutti i disegni che faceva dall’età di due anni e mezzo circa per un anno intero. Fra i tanti disegni decisi di scegliere il primo disegno in assoluto che aveva fatto! \u003cbr\u003e\nVolevo vedere all’origine queste azioni e gli misi vicino i colori - i pastelli- e un cartoncino bianco. Anzi era una matita rossa e blu, quelle che una volta usavano i maestri per correggere i compiti degli alunni e gli mostrai che mettendo la punta sul foglio ne scaturiva un segno o più segni muovendo la matita. Subito la cosa fu capita e cominciò a segnare righe e curve con la gestualità tipica di quella età. Magicamente proseguiva con energia, di qua’ e di là, e vedevo la sua sorpresa a mano a mano che segnava e si fermava sorpreso lui stesso di quello che SI CREAVA. Uno spettacolo unico che si vede solo una volta nella vita!\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eCon questo ricordo ho rivissuto questa sensazione che ora volevo vedere cosa producesse, stavolta ripercorrendola come immedesimandomi, nel tracciare sulla tela, copiandole, quelle linee blu e rosse. Devo dire francamente che non fu per niente facile cercare di ripercorrere con la stessa spontaneità quei gesti. Anzi, era impossibile: come a dire che ci volle una enorme attenzione e riflessione nella manualità incerta e attenta. Il cartoncino era quadrato di cm. 20x20 e quindi, poiché la tela era di cm. 70x100 in orizzontale, l’ingrandimento richiedeva molta attenzione, appunto a discapito della velocità\/spontaneità della riproduzione. Ho fotografato le fasi per documentare questa seconda rinascita, potrò dire la mia tramite lui!\u003cbr\u003e\nLa storia ora diventa complessa, perché la gestazione del dipinto non fu lineare, ma piena di attese, riflessioni, osservazioni fino a trovare, a tratti, le soluzioni adeguate, coerenti ma istintive, spontanee e graficamente valide e motivate.\u003cbr\u003e\nLa genesi di un quadro non è mai semplicistica. Ma ha la complessità della “semplicità” della soluzione.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eÈ chiaro che ho ingrandito in proporzione il disegno fino a ricavarne le tracce nella parte centrale della tela, lasciando spazi più ampi ai lati del gruppo di linee, direi del GROVIGLIO di linee!\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eE queste linee avevano un principio e una fine: questa era una cosa strutturale, e quindi questo mi doveva ispirare per come aggiungere il mio proseguimento! L’opera partiva comunque in chiave lineare e su questo linguaggio dovevo lavorare.\u003cbr\u003e\nInutile dire che procedere significava osservare, osservare e introiettare le percezioni numerose volte e ogni volta sentire le forme che possono nascere, una sorta di “sentimento delle forme”.\u003cbr\u003e\nLa soluzione fu di collegare alle estremità dei segni dei prolungamenti rettilinei di spessore fino, ad occhio, che poi nei fatti corrispondevano a larghezze di circa 1 cm.\u003cbr\u003e\nQuesta fu la prima fase.\u003cbr\u003e\nPoi dovevo trovare come dare senso a queste strisce. Già immaginavo che lo spazio poteva rimanere bianco e lavorare sulle righe fine, magari sdoppiandole per darne risalto e sulle strisce spesse.\u003cbr\u003e\nPer dare corpo a queste ultime le pensai come generatrici di crescita: cosa altro che la vegetazione, simbolo di crescita per eccellenza? Quindi sui bordi delle strisce disegnai delle efflorescenze anche di diversi colori.\u003cbr\u003e\nNasceva una tela dinamica e luminosa, con il fondo bianco che accoglieva il disegno dominato da linee e curve.\u003cbr\u003e\nQuesta fu la prima fase, che pensavo definitiva, lasciandola decantare, come generalmente faccio \u003cbr\u003e\nOsservandolo mi piaceva, era arioso, ma “sentivo” che poteva andare avanti.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eE così dopo molto osservare decisi di riempire il fondo con un colore che desse profondità: ripresi in mano il blu oltremare e il cobalto, vedendo quale e in che eventuale mescolanza fosse la soluzione. Ma il tutto rimaneva mancante di qualcosa che non riuscivo a definire. Il blu era interessante ma rimaneva una sensazione di vuoto, di mancanza.\u003cbr\u003e\nPassò parecchio tempo. Poi improvvisamente una intuizione: una sorta di riempimento a velatura puntinata! Questa quantità di puntini poteva rappresentare qualsiasi cosa, anche le minuscole particelle di aria che non vediamo ma respiriamo. Andò così, lo spazio fu riempito con questa “entità” e con molto lavoro paziente e il risultato fu raggiunto in pieno. L’opera era finalmente finita!\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203255087490,"sku":"109136","price":2550.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/003_-_interrelazioni_collezione_dialoghi_cm_100x70_2023.jpg?v=1768317039"},{"product_id":"riflessi-3-collezione-riflessi","title":"RIFLESSI  3 (Collezione Riflessi)","description":"\u003cp\u003eQuesto sentire mi faceva agire con puro istinto sulla tela. Esattamente un riflesso sul l’essere umano immerso nel cosmo dei sentimenti e del mondo presente.\u003cbr\u003e\nIn ogni tela della serie volevo vivere le pure emozioni del sentirmi nello spazio arioso, nel fluttuare tra le nubi e le forze del cosmo o semplicemente le emozioni che nascono nella contemplazione del cielo! Comunque in movimento!\u003cbr\u003e\nLa geometria precedente stava cedendo il passo all’istinto – comunque guidato dalla consapevolezza del mezzo e dal controllo visivo che si acquisisce con l’esperienza e il lavoro.\u003cbr\u003e\nI colori li mescolo e li espando con il pennello in una gestualità ampia. Ci stavamo avvicinando alla fine del millennio. Il 2000 non era lontano e io stavo vivendo grossi cambiamenti che esprimevo con le immagini. \u003cbr\u003e\nIn definitiva ogni tela mi rappresenta, come fotografie del mio stato, nella continua evoluzione.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203255153026,"sku":"109137","price":2400.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/005_-_riflessi_3_olio_su_tela_cm_65x95_1991.jpg?v=1768317038"},{"product_id":"dentro-fuori-collezione-fondali-marini","title":"DENTRO FUORI (Collezione Fondali Marini)","description":"\u003cp\u003eDentro\/Fuori: stiamo sempre in due posti, dentro noi stessi e fuori a vederci e vedere gli altri, come gli altri vedono noi. Ho scelto un corpo femminile in un atteggiamento di sorpresa che si guarda… sta affondando o emergendo… La realizzazione è stata lunga e pensata, da una base informale che lascia scendere il colore sui bordi e poi l’aria diventa evanescente e si perde in una velatura sottile curvilinea dove le pennellate pazienti cancellano lentamente l’azione e il tempo si ferma. Un prevalente monocromo prelude ai monocromi con pastello del 2023. Il tempo qui si ferma, l’istante che sorprende lo abbiamo dentro e ci accompagna in ogni momento della vita quando ci relazioniamo con i sentimenti. Così la forma di questi momenti prende corpo. Il colore lambisce e coinvolge anche l’alto spessore del telaio.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203255284098,"sku":"109138","price":900.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/006_-_dentro_fuori_cm_30x30_olio_su_tela_2022.jpg?v=1768317039"},{"product_id":"per-terra-e-per-mare-collezione-fondali-marini","title":"PER TERRA E PER MARE (Collezione Fondali Marini)","description":"\u003cp\u003eIn viaggio ovunque. Come tra i residui delle strutture geometriche di anni precedenti (anni ‘80-’90) il corpo rappresentato si perde nel viaggio del tempo, in un fondo marino che ho realizzato con una base liquida di colore che ha lambito anche i bordi e poi tutto è stato coperto da velature lineari con lente e pazienti pennellate che potessero amalgamare l’atmosfera. Ho voluto così rappresentare con forme semi geometriche e umane l’alternarsi dei momenti del quotidiano, quando emergiamo o affondiamo, quando scopriamo l’orizzonte tra i flutti o la nebbia. La figura è elaborata e la sento non poter essere rappresentata scolasticamente o realisticamente come nei disegni degli anni passati o come nei ritratti che eseguo, dove l’anima viene colta attraverso lo sguardo, e qui l’anima è rappresentata dalla atmosfera tutta.\u003cbr\u003e\nIn tutta questa serie il colore lambisce e coinvolge anche l’alto spessore del telaio.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203255480706,"sku":"109139","price":900.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/007_-_per_terra_e_per_mare_cm30x30_olio_su_tela_2022.jpg?v=1768317041"},{"product_id":"monocromo-turchese-collezione-dialoghi","title":"MONOCROMO TURCHESE (Collezione Dialoghi)","description":"\u003cp\u003eParti che si fronteggiano in uno scontro appuntito, un cuneo, senza vinti, e la mano utilizza il colore come emanazione del proprio corpo e cuore, nella emozione della creazione. Osservarlo fa rivivere la profondità delle energie da cui nasce.\u003cbr\u003e\nDa tempo volevo riprendere il lavoro con i pastelli, cui mi ero dedicato in vari momenti, nel 1981 e 1985.  \u003cbr\u003e\nOra, dopo una serie di avvenimenti che sempre in qualche modo incidono nei processi creativi o comunque, si può dire, “ne tracciano il colore”, in occasione dell’Open Studio (Rome Art Week 2022) è venuto da sé il riprendere in mano i pastelli e iniziare a lavorare su varie tematiche, che hanno preso corpo definitivo nel corso del 2023.\u003cbr\u003e\nQui l’elemento determinante è stato il prendere consapevolezza che l’azione diretta della mano lega senza equivoci la gestualità con l’intenzione. La mano è il tramite diretto con il cuore, il sentimento, le emozioni. Con le forme e le immagini che nascono dentro di noi e vogliono mostrarsi.\u003cbr\u003e\nIn modo organico sono nate delle serie, i “Vasi di Pandora” e poi quello che si vuole stia “dentro i Vasi di Pandora”, nella mia personale visione. Sono quindi nati i “Monocromi”, modalità non nuova nel panorama dell’arte del ‘900, ma che voglio interpretare da personali punti di vista, finalizzati poi nella Collezione dei Pastelli.\u003cbr\u003e\nOgni colore contiene un’immagine, che nasce decisa e abbraccia tutto il foglio.\u003cbr\u003e\nI lavori sono tutti su cartoncino cm. 30x40. \u003cbr\u003e\nIl Monocromo Turchese nasce con la decisione di ricorrere anche a linee geometriche, come se volessi in qualche modo, ricollegarmi alle opere delle Proiezioni, una sorta di citazione in tutt’alto modo. E nasce anche l’idea: il colore stesso la suggerisce con il tono deciso ma non troppo scuro, e crea dei piani che vanno in collisione fra di loro. Due entità che si confrontano, che si misurano e che al loro interno vivono movimenti caotici. L’intero appare come un ribollire ancora mediato dalle pulsioni dei rettilinei. Nel mentre coloro, all’interno, i movimenti della mano sono liberi, e nascono di volta in volta diversi o si ripetono e vengono decisi solo quando la punta della matita tocca il cartoncino.\u003cbr\u003e\nQuesto è il fine del lavoro, questa connessione diretta e sorprendente del segno e del suo intero in formazione. Questa serie non è stata fotografata nel suo compiersi, ma altre successive hanno potuto usufruire di questo mezzo, oltre il video, per documentare i passi e il commento dal vivo nel suo farsi, per non cadere in una operazione silenziosa e quindi noiosa per il tempo che è richiesto.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203255546242,"sku":"109140","price":950.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/008_-_monocromo_turchese_collezione_dialoghi_cm_40x30_pastello_su_cartoncino_2023.jpg?v=1768317040"},{"product_id":"il-pieno-collezione-dialoghi","title":"IL PIENO (Collezione Dialoghi)","description":"\u003cp\u003eIn un vagare continuo e la mano utilizza il colore come emanazione del proprio corpo e cuore, nella emozione della creazione. Osservarlo fa rivivere la profondità delle energie da cui nasce.\u003cbr\u003e\nL’idea nasce con il desiderio, dopo aver realizzato una serie di monocromi, di dare vita a una commistione dei monocromi usati in precedenza, quasi a condensare le innumerevoli e diverse sensazioni in un unicum. Anche in questo caso due parti principali si fronteggiano, la mia dualità di essere umano, dove si visualizzano forme che si avvolgono e si snodano, concentrandosi e riflettendo su sé stesse. Poi queste le ho sentite proiettarsi in flutti curvilinei, come soffi nell’aria. Alcuni segni centrali, originati nelle prime fasi del disegno, si sono sviluppati come tracce embrionali, delle sensazioni ancestrali da cui forse nascono gli sviluppi successivi, o futuri di una vita.\u003cbr\u003e\nAnche questa immagine è un mio autoritratto del marzo del 2023! Rigature e flussi curvilinei testimoniano un accordo che dentro esprimo con forme del mio essere. Chi guarda le opere di un artista e le “sente” vuol dire che sta vivendo alcuni dei momenti che l’artista ha visualizzato e che sicuramente comportano analogie.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203255742850,"sku":"109141","price":950.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/009_-_pieno_pastelli_su_cartoncino_cm_40x30_2023.jpg?v=1768317042"},{"product_id":"proiezioni-stampa-serigrafica-a-18-colori-e-tiratura-39-copie-cm-38-8x29","title":"PROIEZIONI  (Stampa serigrafica a 18 colori e tiratura 39 copie cm. 38,8x29)","description":"\u003cp\u003eUna ancora ignota strada sentivo aprirsi ma non sapevo dove e come mi avrebbe condotto. \u003cbr\u003e\nPiani luminosi che aprono la strada, vie forse tracciate, assi guida, scandagli nello spazio di segni che cercano una collocazione.\u003cbr\u003e\nNello spazio tracce dei percorsi e di piani che si direzionano con volontà nella esplorazione di eventi che verranno. \u003cbr\u003e\nL’idea visiva è il determinare il legame fra piani e flussi, con forme e colori identificati con trasparenze e variazioni ad uno ad uno, su piani diversi per essere riprodotti separatamente e formare a registro il disegno complessivo.\u003cbr\u003e\nI colori scelti seguono le istintualità della luce e della solarità. I piani rappresentano gli spazi dove le emozioni si ampliano e ripartono poi nelle diverse direzioni nella loro dinamicità di fuga.\u003cbr\u003e\nCon pazienza sono stati studiati i 18 colori e la tiratura è stata di 39 copie.\u003cbr\u003e\nIn questa stampa potrei dire che si visualizza in modo esemplare quello che scrivo all’inizio per descrivere la mia opera: “Lo spazio, la trasparenza, la luce, sono i riferimenti portanti delle mie opere, insieme alla individuazione dello spazio umano, frammentato, imperscrutabile, tuttavia \"trasparente nella sua essenza\".\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Scelfo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56203255972226,"sku":"109142","price":339.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/010_-_proiezioni_riquadro_cm_38_7x29stampa_a_18_colori_tiratura_39_copie.jpg?v=1768317043"}],"url":"https:\/\/cjfh11-ee.myshopify.com\/collections\/giuseppe-scelfo.oembed","provider":"Venderequadri","version":"1.0","type":"link"}