{"product_id":"artista-sconosciuto-cristo-errante","title":"Artista sconosciuto - Cristo con gli strumenti della Passione","description":"\u003cp\u003eIl soggetto iconografico del Cristo ha origini antichissime ed è connesso con la leggenda della Veronica. L’episodio per cui le vere fattezze del Cristo rimasero impresse su un panno che una donna usò per asciugargli il volto è raccontato anche dai Vangeli. Tale donna venne identificata come Veronica probabilmente dall’assonanza con le parole latine “Vera Icon”. Fin dall’epoca paleocristiana, dunque, il volto di Cristo è oggetto di una particolare venerazione. La sua rappresentazione ha attraversato tutta la Storia dell’Arte occidentale. Dalle prime rappresentazioni iconiche di epoca paleocristiana e alto medievale si è arrivati via via a descrizioni sempre più naturalistiche (a partire dal Rinascimento) o realistiche (tipiche dell’Arte Fiamminga). Molto particolare, nel contesto del nostro dipinto, è che il Cristo venga rappresentato imberbe, secondo una variante meno diffusa in Età Moderna. Inoltre, per quanto riguarda la composizione generale, quello che abbiamo di fronte è un tema iconografico diffuso durante i secoli XV, XVI e XVII. Si tratta del Cristo Portacroce che consiste nella figura intera del Redentore, rappresentato nell'atto di trasportare la croce. Si tratta, dunque, di una rappresentazione che unisce alla specificità del ritratto una precisa contestualizzazione nell'ambito della Passione. Tanto è vero che l'opera in oggetto costituisce una variante ancora più particolare perché non reca solo la croce ma i diversi strumenti della passione. Infatti alla croce sono infissi la lancia, la scala e la corona di spine, mentre nella mano sinistra il Cristo regge una cesta con il martello, le tenaglie, i chiodi e i flagelli. La particolarità maggiore consiste nel fatto che, solitamente, gli strumenti della Passione (detti Arma Christi o, più semplicemente Signa) sono collegati ad altri temi iconografici come il Giudizio Universale, la Crocifissione o, molto più spesso, la figura del Vir Dolorum (cioè il Cristo Morto che si erge dal sepolcro). Dunque risulta davvero rara l'elaborazione iconografica di questo dipinto nella quale i segni della passione sono uniti ad una rappresentazione viva del Cristo.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eComplessivamente, dal punto di vista stilistico, l'opera si conforma ad un naturalismo tipicamente cinquecentesco e seicentesco, ma in una maniera molto istintiva, probabilmente di derivazione popolare. Infatti possiamo constatare come l'artista segua i canoni estetici, prima rinascimentali e poi classicisti in generale, di una resa monumentale della figura. Il Cristo incede con i suoi ampi volumi, la cui evidenza plastica viene sottolineata dai larghi panneggi della tunica e del mantello. Inoltre, sempre seguendo i canoni di un naturalismo di gusto classicista, la figura viene immersa in un paesaggio naturale, con lo sfondo determinato dai declivi dei monti. L'elemento rilevante consiste nel fatto che questi canoni estetici vengono interpretati in maniera piuttosto semplificata, con una evidente tendenza alla stilizzazione. Il movimento del Cristo, anche se impegnato in una complessa torsione così come vogliono le regole del grande naturalismo, risulta tuttavia un po' meccanico ed innaturale. Anche lo spazio tende leggermente alla bidimensionalità senza una vera e propria fuga nella profondità. Ma soprattutto è evidente come il volto imberbe del Cristo risulti poco caratterizzato fisionomicamente e connotato da una certa stereotipia. La scelta dei colori privilegia tonalità tendenzialmente brune, con qualche apertura luministica soprattutto sullo sfondo.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eLe caratteristiche stilistiche sopra delineate confermerebbero una datazione dell'opera tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII. Sono in linea con questa ipotesi anche il carattere generale austero della rappresentazione e del cromatismo, in linea con la produzione artistica dell'età della Controriforma. Sulla mano che ha realizzato il dipinto possiamo essere abbastanza certi che si tratti di una maestranza locale, in quanto si intravede la volontà verso una rappresentazione naturalistica della figura umana, anche se condotta con mezzi tecnici limitati. Dunque l'opera risulta estremamente interessante per il suo carattere popolare che ci mostra un tipo di devozione che si pone al di fuori dei canoni ufficiali, come si può riscontare anche dall'elaborazione di un soggetto iconografico piuttosto inusuale. Per queste motivazioni il dipinto può essere considerato una testimonianza storico- artistica molto importante della pietà popolare tra XVI e XVII secolo.\u003c\/p\u003e","brand":"Carradori Luciano","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56215782424962,"sku":"LCAR001","price":4500.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/IMG-20200917-WA0004-copia.jpg?v=1768429092","url":"https:\/\/cjfh11-ee.myshopify.com\/products\/artista-sconosciuto-cristo-errante","provider":"Venderequadri","version":"1.0","type":"link"}