{"product_id":"arturo-rietti-ritratto","title":"Arturo Rietti - Ritratto","description":"\u003cp\u003eL'opera reca una nota sul retro che dice che il disegno è stato eseguito da Arturo Rietti nel 1886 a Firenze. Ci sono degli schizzi anche sul retro.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eIl ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL'opera è uno dei tanti, pregevoli, studi eseguiti da Arturo Rietti sulla figura umana. I due volti vengono delineati tramite un tratto frenetico e vibrante che, nonostante l'accentuato carattere sintetico, riesce comunque a rendere l'idea della fisionomia e della concretezza dei soggetti. Tutto ciò a dimostrazione della grandissima tecnica di un maestro del ritratto come Arturo Rietti che, con pochi segni, riesce a dare corpo ad una rappresentazione carica di vita. Da notare, soprattutto, il gioco di ombreggiature della figura a destra, tramite il quale viene esaltata la volumetria della donna con pochissimi mezzi espressivi.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eArturo Rietti (Trieste, 3 marzo 1863 – Fontaniva, 6 febbraio 1943). Tra il 1882 e il 1884 è presso il fratello maggiore Riccardo a San Giovanni Valdarno, dove dipinge in stile verista contadini e operai nei borghi della Toscana. Con il suo “Studio di giovinetta” si aggiudica all’Esposizione del 1891 la medaglia d’oro di secondo grado, utilizzando una tecnica mista del pastello e della tempera. Alterna soggiorni a Trieste e a Milano e nel 1903 espone a Vienna. Antifascista sin dall’inizio, le leggi razziali del 1938 lo mettono in serio pericolo e, indignato ed amareggiato, alla morte della moglie, Elena Riva, nel 1940 si trasferisce a Milano che poi lascerà per rifugiarsi presso la famiglia Gallarati Scotti a Fontaniva, allora ritrovo di intellettuali antifascisti, dove morirà il 6 febbraio 1943. La più grande collezione pubblica delle sue opere è custodita oggi al Museo Revoltella di Trieste.\u003c\/p\u003e","brand":"Veloccia Mauro","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56217931547010,"sku":"MVEL003","price":400.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/IMG-4317-copia.jpg?v=1768469662","url":"https:\/\/cjfh11-ee.myshopify.com\/products\/arturo-rietti-ritratto","provider":"Venderequadri","version":"1.0","type":"link"}