{"product_id":"cangi-senza-titolo-3","title":"Enzo Cangi - Senza titolo","description":"\u003cp\u003eIl paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una costante aspirazione per i pittori. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica, nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. In questo caso specifico ci troviamo di fronte ad una bellissima prova di paesaggio rurale e il soggetto dell’opera è costituito da un\u003cbr\u003e\n \u003cbr\u003e\nsuggestivo scorcio di un borgo di campagna. La scelta è perfettamente in linea con l’ambiente di provenienza dell’artista autore dell’opera, Enzo Cangi. L’opera è infatti ispirata alla visione di una Toscana contadina fatta di piccoli borghi di poche abitazioni, solitari, in cui la presenza umana risulta quasi o del tutto assente. Conseguentemente Enzo Cangi si ricollega ad una lunga tradizione della pittura toscana che parte dall’interesse per i soggetti rurali degli artisti del gruppo dei Macchiaioli nella seconda metà del XIX secolo, fino ai borghi solitari, immortalati in un razionalismo quasi metafisico da Ottone Rosai.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eTutta la pittura paesaggistica di Enzo Cangi si fonda sul raggiungimento di un perfetto equilibrio tra vibrazioni pittoriche di gusto post-impressionistico e l’indagine dei dati sensibili tramite una razionalizzazione di tipo geometrico delle forme. In poche parole possiamo dire che egli si trova, anche dal punto di vista stilistico, a metà strada tra i Macchiaioli e Ottone Rosai, tenendo sempre presente, ovviamente, la lezione di Paul Cèzanne. E così alla sintesi pittorica molto accentuata, capace di rendere gli oggetti per mezzo di pochi e rapidi colpi di pennello, Cangi unisce un senso molto accentuato delle strutture e delle forme. Anche nei paesaggi più sintetici e minimali possiamo avvertire questo valore strutturale del fare pittorico di Enzo Cangi, nel suo sovrapporre piano su piano le pennellate e nella ricerca costante, all’interno della composizione, di un equilibrio di volumi. Anche dal punto di vista cromatico permane sempre un perfetto equilibrio impostato su tonalità dominanti, solitamente di tipo rurale e terroso\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eEnzo Cangi è stato un pittore originario di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, nato nel 1938 e scomparso nel 1974. La ricerca di Enzo Cangi si è distinta soprattutto nello sviluppo di una pennellata che nasce come post- impressionistica ma che arriva a caricare gli oggetti raffigurati di vibrazioni esistenziali. In questo senso un sicuro modello di riferimento sarà stato Giorgio Morandi, come possiamo intuire dalla ricca produzione di nature morte di vasellame e bottiglie. Altro grande filone di cui è ricca l’attività di Enzo Cangi è quello del paesaggio rurale tipicamente toscano, legato soprattutto al realismo minimale e razionalista di Ottone Rosai.\u003c\/p\u003e","brand":"Padovani Giorgio","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56217806111106,"sku":"GPAD006","price":1500.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/cacd9b75-b0bc-4e52-afc9-d64062382c82.jpg?v=1768468378","url":"https:\/\/cjfh11-ee.myshopify.com\/products\/cangi-senza-titolo-3","provider":"Venderequadri","version":"1.0","type":"link"}