{"product_id":"e-notte-senza-titolo","title":"Emilio Notte - Senza titolo","description":"\u003cp\u003eL’opera può essere definita una scena di genere, ovvero la rappresentazione di un episodio di vita quotidiana che, apparentemente, non ha alcun elemento significativo. Questo tipo di soggetti furono a lungo considerati come minori e cominciarono a diffondersi, nell’arte occidentale, solo a partire dal XVII secolo. Solo con lo sviluppo delle correnti realistiche ottocentesche i soggetti della vita di tutti i giorni furono considerati della stessa importanza di quelli storici o religiosi. In particolare furono gli impressionisti a prediligere soggetti legati alla vita moderna in ambientazioni urbane e borghesi, dando inizio ad un tipo di composizione che si svilupperà anche per tutto il XX secolo.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL’opera in oggetto fa parte di una serie di studi realizzati da Emilio Notte sulla figura umana i quali sono estremamente interessanti per capire in che modo l’artista percepisce la realtà. La figura umana, seduta o sdraiata, viene analizzata nelle sue complesse torsioni e nelle sue qualità anatomiche. Lo strumento d’indagine utilizzato da Emilio Notte è quello offertogli dalle avanguardie cubiste e futuriste, nel senso di una ricostruzione geometrica e meccanica della realtà, la quale permette di rappresentare i soggetti in maniera più approfondita, esaltandone i valori plastici. Tuttavia proprio l’insistenza sulla resa razionalista, quasi statica, dei volumi indica il superamento della fase futurista di Emilio Notte per l’adesione a quel “ritorno all’ordine”, più classico, che lo avvicineranno all’ambiente di Margherita Sarfatti.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eEmilio Notte (Ceglie Messapica, 1891 – Napoli, 1982), pittore, dopo aver frequentato il ginnasio e l’Istituto di Belle Arti di Napoli, frequenta l’Accademia di Belle Arti a Firenze dove è allievo di Fattori e De Carolis. Stringe amicizia con Bino Sanminiatelli che lo introduce tra gli intellettuali che frequentano le Giubbe Rosse e il caffè Paszkowsky; conosce Soffici, Carli, Settimelli, Corra, Papini, Malaparte, Campana e diventa amico di Palazzeschi. Nel 1915 aderisce al Futurismo e nel 1917 firma con Venna il manifesto “Fondamento lineare geometrico” che è pubblicato su “L’Italia Futurista”. Nel 1919 partecipa alla Grande esposizione nazionale futurista di Milano, Firenze e Genova ed espone alla Galleria Ballerini presentato da Margherita Sarfatti. All’inaugurazione è presente Marinetti. Nel 1920 collabora a “Roma Futurista” e nel 1921 partecipa alla grande mostra d’arte moderna di Ginevra con il gruppo futurista. Da questa data in poi, Notte recupera posizioni classiche, pur non rifuggendo da suggestioni futuriste.\u003c\/p\u003e","brand":"Del Prete Francesco","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218240647554,"sku":"FDEL003","price":900.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/NOTTE-1.jpg?v=1768472137","url":"https:\/\/cjfh11-ee.myshopify.com\/products\/e-notte-senza-titolo","provider":"Venderequadri","version":"1.0","type":"link"}