{"product_id":"g-tedeschi-senza-titolo-3","title":"Gianni Tedeschi  - Senza titolo","description":"\u003cp\u003eIl soggetto del paesaggio urbano è già presente in epoca Medievale e Moderna, ma prevalentemente in maniera idealizzata. Le scene di vita cittadina diventano temi tipici con un’interpretazione più verosimile a partire dal XIX secolo. Ricordiamo come subito dopo le correnti realiste dell’Ottocento anche gli impressionisti diedero molta rilevanza al quotidiano, alla vita di tutti i giorni, con una certa predilezione, però, verso la frenesia della città, la folla, il traffico e ambientazioni tipicamente borghesi.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eL’opera è un chiaro esempio di paesaggio espressionista. La realtà viene interpretata in modo estremamente sintetico, con un esercizio di riduzione che cerca di arrivare all’essenza più pura del paesaggio. La superficie è completamente bidimensionale, senza concedere quasi nulla alla profondità spaziale (la quale è solamente accennata dalla prospettiva della strada). Le pennellate delineano le forme in maniera molto istintiva. Entrando ancora di più nello specifico possiamo constatare come Gianni Tedeschi descriva lo scenario urbano con una serie di segni quasi gestuali andando a creare un impasto policromo che trasfigura, nella materia pittorica, la sua percezione della città. Così la stesura del colore è densa e materica e, benché il linguaggio usato in questa opera sia sintetico ed espressionista, la visione di Gianni Tedeschi rimane legata alla realtà fenomenica, alle sue vibrazioni di luce e di atmosfera, in un fare pittorico che porta alle estreme conseguenze le premesse poste dall’arte impressionista ed en plein air.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eGianni Tedeschi è nato a Genova nel 1922 ed è scomparso ad Altopiano nel 2018. La sua vita è stata segnata da molte esperienze come la partecipazione all’Opera volontaria di repressione antifascista, poi l’arruolamento nella decima flottiglia, la dura esperienza del carcere (detenuto politico per ben 11 anni), quindi la libertà, la morte del padre, l’amore per Marisa, sposata nel 1963, e le loro due figlie, Francesca e Laura. Nel 1969 si trasferisce ad Asiago e si innamora della località di Altopiano, dove la sua abitazione diventa l’Atelier Tedeschi. Negli ultimi anni di vita, diventato cieco, si è dedicato anche alla scrittura. Tra le varie opere ricordiamo l’autobiografia “Dall’Ovra alla Decima Mas”.\u003c\/p\u003e","brand":"Piccinelli Guido","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218040074626,"sku":"gpic004","price":810.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/cittatram.jpg?v=1768470452","url":"https:\/\/cjfh11-ee.myshopify.com\/products\/g-tedeschi-senza-titolo-3","provider":"Venderequadri","version":"1.0","type":"link"}