{"product_id":"giacomo-gemmi-senza-titolo","title":"Giacomo Gemmi - Senza titolo","description":"\u003cp\u003eIl ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eGiacomo Gemmi, autore di questo ritratto, mostra di avere una notevole tecnica pittorica, tanto da permettergli una perfetta resa naturalistica del soggetto. La figura, di tre quarti, esegue una torsione del busto e appare con un atteggiamento libero e sciolto. C’è una grande precisione e ricchezza di particolari, sia dal punto di vista fisionomico che da quello del vestiario e degli accessori. Oltre a questa grande attenzione ai dettagli il pittore si distingue per una pennellata sciolta che crea una delicata morbidezza del modellato. Le forme del soggetto si fondono dolcemente con lo spazio decontestualizzato, lasciando in penombra la zona alla nostra sinistra non colpita dalla luce incidente.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eGiacomo Gemmi Piacenza 1863 - Parma 1947. Allievo di N. Nani all’Accademia di Belle Arti di Verona, vi esordiva nel 1884 con due vedute prospettiche, un genere al quale sarebbe rimasto legato anche in seguito, unitamente al paesaggio e alle più rare scene di ambiente familiare. Nel 1886 si fece notare alla Mostra di Vienna con Arche scaligere e nello stesso anno ebbe inizio la consuetudine degli studi dal vero. Nel 1887 fu presente alla Mostra di Venezia con due quadri di genere e presso la Società d’Incoraggiamento di Parma espose anche diverse vedute, fra le quali figurava L'Adige a Verona (vinto dalla regina Margherita, che poi lo donerà alla Regia Galleria di Parma). Nel corso degli anni '90 realizzò alcune opere di soggetto sacro, anche con tecnica a fresco (chiesa di Sant’Antonio, Padova). Il ponte dell'Acqua morta a Verona fu apprezzato alle mostre di Torino del 1892 e lo stesso soggetto comparve alla Mostra parmense del 1900, dove fu acquistato dallo stato (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna).\u003c\/p\u003e","brand":"Morselli Alberto","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56218531201410,"sku":"AMOR001","price":3500.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/Giacomo-Gemmi-4.jpg?v=1768473948","url":"https:\/\/cjfh11-ee.myshopify.com\/products\/giacomo-gemmi-senza-titolo","provider":"Venderequadri","version":"1.0","type":"link"}