{"product_id":"vangelli-senza-titolo-2","title":"Antonio Vangelli - Senza titolo","description":"\u003cp\u003eFin dal XIX secolo, da quando la pittura ha cominciato ad occuparsi dei vari aspetti della vita borghese, il mondo circense è stato un tema trattato da vari autori. Con lo svilupparsi delle correnti simboliste ed espressioniste tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX il personaggio del saltimbanco, dell’artista circense o della maschera hanno iniziato ad avere grande fortuna, in quanto funzionali nell’elaborazione di iconografie complesse, dai significati reconditi e misteriosi. Possiamo citare come esempio le figure di artisti e di arlecchini immortalate da Picasso nei suoi periodi “blu” e “rosa”. Durante gli anni ’70 e ’80 del Novecento è diventato un vero e proprio genere praticato da molti pittori, che hanno incentrato il loro interesse soprattutto verso la figura del clown. I cicli dedicati al circo ed alle maschere sono tra i più famosi della produzione di Antonio Vangelli.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eIn questi soggetti di clown e artisti circensi Antonio Vangelli ha potuto sviluppare il suo originale linguaggio, espressionista e minimale. I personaggi vengono sempre disposto in fila, un accanto all'altro, in uno spazio bidimensionale e decontestualizzato. Tipico dell'espressionismo di Vangelli è l'aspetto filiforme ed allungato che assumono i suoi personaggi. In questo modo le sue opere acquisiscono sempre una evidente tensione verticale. Ma è soprattutto nel tratto, che cambia di opera in opera, che si esprime la creatività e la visione interiore di Antonio Vangelli. In questo dipinto, ad esempio, le tre maschere vengono costruite da una linea molto marcata e sinuosa che sbozza le figure con capricciosi ghirigori. La stesura è sempre densa e pastosa, così come le associazioni delle tonalità di colore, imprevedibili e volutamente dissonanti.\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003eAntonio Vangelli nasce a Roma nel 1917 da una famiglia di nobili origini, ed è scomparso nel 2004. Inizia a dar vita alle sue serie Il Circo e Le Maschere, e pubblica alcuni disegni sulle riviste “Lettere oggi” e “Risorgimento”. Espone accanto a Emilio Vedova e a Giulio Turcato, e alla prima storica della Libera Associazione Arti Figurative, di cui è membro. Gli anni quaranta e cinquanta segnano una svolta nella sua arte. Inizia a dipingere ponti geometrici e paesaggi industriali. A Villa San Carlo Borromeo, nel 1999 si tiene la grande personale “Antonio Vangelli. La festa della vita”. Le sue opere continuano a essere esposte presso il Museo della Villa San Carlo Borromeo, alle collettive “Il ritratto. Le radici artistiche e culturali dell’Europa” (2005), “La scuola di Roma” (2006), “Donne” (2006), “Il bello, l’arte, la scrittura. L’Europa, la Russia, la Cina, il Giappone” (2007) e “L’incarnazione del colore e la scrittura della luce” (2007). Le sue opere vengono esposte anche alla grande collettiva “Tesori dell’Italia” (2007), tenutasi presso la Chongqing Planning Exhibition Gallery, di Chongqing, in Cina.\u003c\/p\u003e","brand":"De Gregorio Anna Licia","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56217959891330,"sku":"ADGR004","price":500.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0909\/7065\/3058\/files\/IMG-4790.jpg?v=1768469861","url":"https:\/\/cjfh11-ee.myshopify.com\/products\/vangelli-senza-titolo-2","provider":"Venderequadri","version":"1.0","type":"link"}