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Marisa Merz

Marisa Merz

Costruttrice possente e delicata, Marisa Merz continua a creare, ancora oggi, lavori intimi e visionari che rendono manifesto un tempo poetico tramite l'utilizzo di materiali naturali come la cera, l'acqua, il sale, la creta. Questi elementi primari pongono l'artista nello spirito dell'arte povera, da cui poi, negli anni settanta, prende le distanze, giungendo alla formulazione di un linguaggio personale nel quale coniuga 'artigianalità di materiali come il rame ai gesti dell'universo femminile come il lavoro a maglia. Oggetti di piccola taglia e diminuziosa tessitura raccolgono nella loro poesia e grazia un preciso equilibrio tra arte e vita, gesti e simboli, materiali e segni, I messaggi dell'artista sono sussurrati in modo delicato da opere che assumono una forza simbolica e allo stesso tempo ricevono un riconoscimento di fama internazionale (1992, Documenta IX.Kassel; 1994, Centre Pompidou, Parigi: 2001, 49. Biennale di Venezia). La piccola vasca in piombo, Fontana (2007), isolata su una porzione di pavimento, è come un generatore di vita, un'evocazione del ciclo vitale, uno svolgimento fenomenologico della vita e delle forme. L'acqua sgorga, poi cambia forma per trasformarsi in ghiaccio e svanire infine con l'evaporazione. È il senso del tempo naturale che si percepisce e che richiama anche il tempo della memoria e della sensibilità più privata, tanto che il vedere di fronte alla sua opera si trasforma più in un'ascoltare.
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