Angiolo Tommasi - Senza titolo
Angiolo Tommasi - Senza titolo
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Caratteristiche
Caratteristiche
Certificato: Si
Formato: Medio (40-100cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Tela
Soggetto: Marina
Stile: Astratto
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Il ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea. Secondo una nota riportata sul retro, l'opera in oggetto dovrebbe essere un ritratto del conte Delgas. Notabile livornese compare in una stele marmorea che cita i benefattori dell'Ospedale della Misericordia nella città labronica.
Artista verista ed impressionista, Angiolo Tommasi si segnala anche per un'ottima produzione ritrattistica, grazie alla sua elevatissima tecnica pittorica che gli permette di ottenere una dettagliata precisione fisionomica, quasi fotografica. Angiolo Tommasi è totalmente fedele ad una resa oggettiva del ritratto del quale riporta con accuratezza ogni dettaglio, soprattutto del volto. Il pittore riesce a trasferire sulla tela ogni minima ruga del viso del soggetto e, mediante la sua pennellata sciolta, frutto di un’eccellente formazione accademica, oltre alla precisione riesce a raggiungere anche una buona mobilità dei tratti somatici, sfumandoli morbidamente nell’atmosfera e ottenendo un maggiore grado di naturalezza. Tuttavia è l’intera figura ad essere immersa nello spazio decontestualizzato dell’opera in modo fluido, senza contrasto, accogliendo la delicata luce che illumina il volto. L’abbigliamento, l’acconciatura, ma soprattutto il contegno di questo ritratto,
in cui il soggetto appare in maniera ordinaria, con un certo grado di contestualizzazione non solo psicologica ma anche sociale, indicano questo dipinto come un prodotto tipico della ritrattistica verista del XIX secolo.
Angiolo Tommasi, cugino di Adolfo, pittore nato a Livorno nel 1858, morto a Torre del Lago nel 1923, fatti i primi studî in patria, li continuò all'Accademia fiorentina; ma il Fattori lo consigliò a lasciare la scuola per andare in campagna a lavorare dal vero. Anche la sua famiglia, stabilitasi a Firenze, ebbe grande dimestichezza coi "macchiaioli" e particolarmente col Lega. Più che alla pittura di paese, si dedicò a quella di tipi e scene della campagna e della marina. Operoso poi tra Torre del Lago e Livorno, che abbandonò soltanto per un viaggio nell'America Meridionale (1899) visitando l'Argentina e spingendosi fino alla Terra del Fuoco, si distaccó a poco a poco dalla tradizione post-macchiaiola per la ricerca di maggior aria e luce. Espose principalmente a Firenze e a Livorno, anche in mostre personali, di cui una riuscitissima fece anche a Buenos Aires. Opere del Tommasi si conservano nelle gallerie di Roma, di Firenze, di Livorno e di Udine.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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