Attr. a Vittorio Avondo - Due Opere
Attr. a Vittorio Avondo - Due Opere
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Caratteristiche
Caratteristiche
Certificato: Si
Formato: Piccolo (sotto 40cm)
Orientamento: Orizzontale
Supporto: Carta/cartoncino
Soggetto: Storico
Stile: Figurativo
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo.
Questa coppia di opere, attribuita a Vittorio Avondo, presenta una perfetta fusione tra realismo e una delicata resa impressionistica dei dati sensibili. Infatti da una parte l’artista procede ad una precisa descrizione della veduta in tutti i suoi particolari con un forte senso della realtà paesaggistica e del quotidiano di un vissuto semplice. Dall’altra la raffinata tecnica pittorica che presenta permette di trasferire nella rappresentazione un senso di immediatezza, grazie ad una pennellata rapida e carica di vibrazioni atmosferiche. La luce così si riverbera sugli oggetti, ma senza interferire con la descrizione puntuale della realtà. Tutta la veduta risulta connotata, dunque, da una luminosità chiara che si palesa, per contrasto, nel gioco delle ombre. È finalizzato a questo scopo anche l’uso di una tavolozza dai colori tenui e delicati.
La coppia di opere è stata attribuita a Vittorio Avondo, pittore torinese nato nel 1836 e scomparso nel 1910. Si dedica fin da giovane alla pittura formandosi tra Italia, Svizzera e Francia. Dopo il suo rientro in Piemonte, diventa consulente del Comune di Torino e dal 1863 fa parte della commissione incaricata di selezionare le opere per le collezioni del Museo Civico. Le sue attività sono molteplici: pittore, antiquario, consigliere comunale e membro di numerose istituzioni culturali. Nel 1872 acquista il castello di Issogne che restaura e riarreda con l’aiuto di Alfredo d’Andrade e Giuseppe Giacosa: a partire da quest’esperienza collabora, dal 1882, alla costruzione del Borgo medievale di Torino e con Emanuele Tapparelli d’Azeglio al restauro di Casa Cavassa a Saluzzo. Nel 1890 succede a Tapparelli d’Azeglio alla direzione del Museo Civico: alla sua morte, nel 1910, la sua collezione personale perviene al Museo.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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