Attribuito ad Ardengo Soffici - Senza titolo
Attribuito ad Ardengo Soffici - Senza titolo
SKU:LFLO001
Tecniche miste, 32x44,5
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Caratteristiche
Caratteristiche
Formato: Medio (40-100cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Altro
Soggetto: Paesaggio con figure
Stile: Figurativo
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una costante aspirazione per i pittori. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica, nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. L’opera in oggetto è molto significativa della produzione paesaggistica dell’artista Ardengo Soffici dalla metà degli anni '20 e di quella maniera tutta sua di trasfigurare la realtà sensibile attraverso un profondo senso del magico e della poesia. Il soggetto, così spoglio ed essenziale, è tipico di questa fase di Soffici. Inoltre, dal punto di vista iconografico, possiamo ravvisare anche alcuni specifici temi topici nella marina con la cabina e le piccole barche.
Questo paesaggio potrebbe essere attribuito alla fase di Soffici caratterizzata dalla riflessione e rielaborazione di motivi ed istanze raggiunte già nella fase matura della sua produzione pittorica. Così questo dipinto costituisce uno splendido esempio della maniera di Soffici di interpretare la pittura di paesaggio e la realtà in generale. Passaggio fondamentale fu quello che lo portò, dopo la fase avanguardistica del Futurismo, ad aderire anche egli al cosiddetto “ritorno alle origini” che investì la pittura italiana intorno agli anni ’20. Ciò volle dire un rifarsi ai valori tradizionali della pittura che significò per Soffici l’elaborazione di un proprio linguaggio specifico che molti critici hanno definito “Realismo Magico” e nel quale può essere pienamente inclusa l’estetica del dipinto in oggetto. Tutto ciò vuol dire, da un punto di vista stilistico, come nella Metafisica rifarsi ad un figurativismo volutamente essenziale ed asciutto, condotto su una semplicità e razionalità di linee e sull’esaltazione dei valori formali degli oggetti. Ma allo stesso tempo Soffici, nel suo paesaggismo, si discosta da De Chirico per un suo bisogno di aderire più strettamente alla realtà, eliminando quel senso di straniamento tipico della Metafisica e facendo prevalere l’aspetto magico legato alla contemplazione del quotidiano. Ciò viene tradotto in un ulteriore aumento dell’essenzialità della composizione che esalta la purezza delle linee, dei volumi e del colore. Il senso di magica sospensione deriva anche da una certa ricontestualizzazione in chiave contemporanea, della tradizione italiana della pittura trecentesca e quattrocentesca, ravvisabile proprio in questa sua semplicità geometrica e razionalista e in questo suo equilibrio cromatico di colori vivi.
L'opera potrebbe essere attribuita ad Ardengo Soffici (Rignano sull’Arno 1879 – Vittoria Apuana 1964). Pittore e scultore, studia all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 1899 al 1907 vive a Parigi, dove entra in contatto con la cultura artistica francese (Impressionismo, Fauve e gli artisti Cézanne e Picasso). Tornato a Firenze, fonda con Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini le riviste “La Voce” e “Lacerba”, sostenendo il Futurismo e diffondendo la conoscenza delle avanguardie europee. Dopo un esordio figurativo e una breve partecipazione al Futurismo, nel primo dopoguerra si impegna a diffondere i principi del “ritorno all’ordine”. Un solenne Naturalismo si esprime nelle sue opere, dipinte con forme di solida naturalezza, salde e tondeggianti, con calibrate corrispondenze chiaroscurali, che si rifanno al Trecento e Quattrocento toscano.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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