Bice Lazzari - Senza titolo
Bice Lazzari - Senza titolo
SKU:AVIO003
Tecniche miste, 20x30 , anno 1976
Bonifico bancario
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Caratteristiche
Caratteristiche
Formato: Piccolo (sotto 40cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Carta/cartoncino
Soggetto: Venezia
Stile: Astratto
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
L’opera è una composizione di genere astratto. Astrarre deriva dal termine latino “Abstrahere” che vuol dire estrarre, tirare fuori. Il procedimento di astrazione, infatti, consiste nell’eliminare gli aspetti particolari e individuali di un oggetto per ricavarne un concetto universale. Da Kandinskij a Mondrian, da Pollock a Mirò molti pittori hanno spinto al massimo il processo di astrazione nelle loro opere creando, paradossalmente, forme pure e colori puri che non esistono in natura o traducendo in immagini le loro emozioni e la loro istintualità.
In questa composizione il riferimento principale di Bice Lazzari sono le avanguardie storiche dell’Astrattismo, relativamente allo studio sulle forme pure ed i colori puri. Pensiamo alle astrazioni di Kandinskij o al Neoplasticismo di Mondrian. Nel caso di questa opera mista su carta la percezione di Bice Lazzari viene rimodulata in un accentuato meccanomorfismo che introduce un reticolo regolare e razionale. Su questo spazio l'artista mette in scena una vibrazione cromatica dai toni del grigio al nero.
Bice Lazzari, 1900, Venezia — 1981, Roma. Nell’ambiente artistico veneziano degli anni trenta, animato dal Circolo Artistico di Palazzo dei Piombi e il Caffè sulla riva delle Zattere, frequenta Carlo Scarpa e Mario De Luigi, e inizia un percorso d’avanguardia e ricerca razionalista. Nel 1935 si trasferisce a Roma, dove in occasione delle grandi mostre del regime espone pitture murali e pannelli decorativi. Gli anni cinquanta vedono i primi importanti riconoscimenti: a Roma tiene una personale alla Galleria La Cassapanca nel 1951, alla Galleria Schneider nel 1954 e alla Galleria La Salita nel 1958, anno in cui espone anche alla Galleria del Cavallino a Venezia. Tra la fine degli anni cinquanta e il 1963 si accosta all’Informale e abbandona nel frattempo i colori a olio per approfondire l’applicazione di altri materiali come colle, sabbie, tempere e più tardi acrilici. Nel 1964 riparte da zero, rinunciando alla materia e al colore a favore di mezzi più semplici, spesso linee tracciate con la grafite su fondo monocromo.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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