Copia da Guido Reni - Davide e Golia
Copia da Guido Reni - Davide e Golia
SKU:STAM002
Olio, 85x115
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Caratteristiche
Caratteristiche
Formato: Grande (oltre 100cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Tela
Soggetto: Arte sacra
Stile: Figurativo
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Il soggetto dell’opera si rifà alla tela “Davide con la testa di Golia” datata 1605 che si trova presso il Museo degli Uffizi del Guido Reni. Il tema è sicuramente nelle corde dei caravaggeschi per il tema tragico che questo presenta. La storia, infatti, viene narrata nella Bibbia, nel primo libro di Samuele, al tempo di Re Saul, gli Israeliti combattono contro i Filistei popolo che abitava nella terra di Canaan. Davide, un semplice pastorello è figlio di Iesse della tribù di Giuda, sfida Golia il gigante, colpendolo con dei ciottoli di fiume. Golia cade a terra e Davide taglia la testa al Gigante. In questa tela Davide, che viene rappresentato con un cappello piumato, il corpo appena coperto da un drappo, assume l’espressione di compiacimento mentre scruta la testa del gigante. Il tutto è pervaso da un dramma compiuto. Questa copia, tratta dalla celebre opera del Guido Reni vuole esaltare la pittura del maestro bolognese riscoprendo la bellezza e la semplificazione del dramma umano. A livello stilistico la tela si presenta a noi come la copia della celebre opera di Guido Reni. Si nota un’inclinazione nel riprodurre la naturale compostezza della pittura classicista, propria della città emiliana. Il gioco di luce che si fa viva nella composizione del Guido Reni qui viene colta nel movimento, nello svolgimento dell’azione tragica. Sebbene nell’opera originale si riscontri una forte influenza dei toni caravaggeschi, denotati da forti contrasti chiaroscurali, nella tela in questione il colore ha valenze più chiare, con una tendenza al chiaroscuro minore. Il momento drammatico si svela a noi nella natura del dramma umano, le bellezze delle figure a livello anatomico rispecchiano atteggiamenti che conservano tratti di malinconica eleganza. Pittore bolognese nato nel 1575, tra i maggior artisti del suo tempo. Fu allievo del pittore fiammingo Denijs Calvaert, per poi successivamente diventare allievo dei Carracci, Ludovico e Annibale. Sebbene gli insegnamenti dei maestri furono di notevole rilievo il giovane Guido Reni raggiunse sin da subito una affermazione personale, tanto da distaccarsi dall’Accademia dei Carracci. Il 1601 divenne anno di svolta per la sua carriera poiché venne chiamato a Roma dal cardinale Sfondrato per eseguire dipinti presso Santa Cecilia. Dal 1608 al 1614 la vita dell’artista si alterna tra soggiorni presso Bologna e Roma. Egli fu protetto di Papa V e di Scipione Borghese. In questi anni lascia i suoi affreschi più famosi quali, L’aurora nel Casino Rospigliosi, gli affreschi nella Sala delle nozze Aldobrandini e nella Sala delle Dame in Vaticano, dipinti nella cappella dell'Annunciata, 1609-10, palazzo del Quirinale; decorazione della cappella Paolina, 1610-12, S. Maria Maggiore; continuando con commissioni private che daranno luce ai suoi maggior capolavori come La strage degli innocenti del 1611 e Atalanta e Ippomene datata 1618 – 1619. Egli si ispira alla pittura dei grandi maestri del Cinquecento, non restando indifferente alle opere di carattere caravaggesco. Le ultime opere presentano una pennellata libera e sfaldata e un aspetto abbozzato, solo in parte dovuto a un'effettiva assenza di finitura causata dalla morte dell'artista. Muore a Bologna nel 1642.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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