DIALOGHI 1 (Collezione Dialoghi)
DIALOGHI 1 (Collezione Dialoghi)
SKU:109136
100x70, anno 2022
Bonifico bancario
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Caratteristiche
Caratteristiche
Certificato: Si
Stile: Astratto
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Quindi le Opere prima nascono con il termine “interrelazioni” ma poi si definiscono più propriamente con “DIALOGHI”.
E la prima opera nasce quasi d’obbligo, con il rivivere i momenti dei primi disegni di mio figlio all’età di 2 anni e mezzo, quando gli misi in mano i colori per fargli provare l’esperienza dei primi PROPRI segni con il suo agire. Quasi un rivivere me stesso alla reminiscenza della mia passione.
Ho riprodotto i segni del suo primo disegno in assoluto, sulla traccia dei quali ho continuato allacciandomi a loro e a far crescere lungo questi collegamenti fantomatiche mie certezze (le linee rette/illusione!) elementi di vegetazione, l’origine naturale della vita sulla terra. Poi il riempimento dell’aria e dello spazio con un fitto puntinato, quasi una velatura con le innumerevoli particelle dell’ossigeno che ci fa respirare.
L’immagine è stata meditata a lungo quando sentii il desiderio di mettere in relazione in qualche modo i disegni di mio figlio con il mio agire pittura. Ma doveva essere un disegno particolarmente significativo! Presi allora la cartellina dove custodisco tutti i disegni che faceva dall’età di due anni e mezzo circa per un anno intero. Fra i tanti disegni decisi di scegliere il primo disegno in assoluto che aveva fatto!
Volevo vedere all’origine queste azioni e gli misi vicino i colori - i pastelli- e un cartoncino bianco. Anzi era una matita rossa e blu, quelle che una volta usavano i maestri per correggere i compiti degli alunni e gli mostrai che mettendo la punta sul foglio ne scaturiva un segno o più segni muovendo la matita. Subito la cosa fu capita e cominciò a segnare righe e curve con la gestualità tipica di quella età. Magicamente proseguiva con energia, di qua’ e di là, e vedevo la sua sorpresa a mano a mano che segnava e si fermava sorpreso lui stesso di quello che SI CREAVA. Uno spettacolo unico che si vede solo una volta nella vita!
Con questo ricordo ho rivissuto questa sensazione che ora volevo vedere cosa producesse, stavolta ripercorrendola come immedesimandomi, nel tracciare sulla tela, copiandole, quelle linee blu e rosse. Devo dire francamente che non fu per niente facile cercare di ripercorrere con la stessa spontaneità quei gesti. Anzi, era impossibile: come a dire che ci volle una enorme attenzione e riflessione nella manualità incerta e attenta. Il cartoncino era quadrato di cm. 20x20 e quindi, poiché la tela era di cm. 70x100 in orizzontale, l’ingrandimento richiedeva molta attenzione, appunto a discapito della velocità/spontaneità della riproduzione. Ho fotografato le fasi per documentare questa seconda rinascita, potrò dire la mia tramite lui!
La storia ora diventa complessa, perché la gestazione del dipinto non fu lineare, ma piena di attese, riflessioni, osservazioni fino a trovare, a tratti, le soluzioni adeguate, coerenti ma istintive, spontanee e graficamente valide e motivate.
La genesi di un quadro non è mai semplicistica. Ma ha la complessità della “semplicità” della soluzione.
È chiaro che ho ingrandito in proporzione il disegno fino a ricavarne le tracce nella parte centrale della tela, lasciando spazi più ampi ai lati del gruppo di linee, direi del GROVIGLIO di linee!
E queste linee avevano un principio e una fine: questa era una cosa strutturale, e quindi questo mi doveva ispirare per come aggiungere il mio proseguimento! L’opera partiva comunque in chiave lineare e su questo linguaggio dovevo lavorare.
Inutile dire che procedere significava osservare, osservare e introiettare le percezioni numerose volte e ogni volta sentire le forme che possono nascere, una sorta di “sentimento delle forme”.
La soluzione fu di collegare alle estremità dei segni dei prolungamenti rettilinei di spessore fino, ad occhio, che poi nei fatti corrispondevano a larghezze di circa 1 cm.
Questa fu la prima fase.
Poi dovevo trovare come dare senso a queste strisce. Già immaginavo che lo spazio poteva rimanere bianco e lavorare sulle righe fine, magari sdoppiandole per darne risalto e sulle strisce spesse.
Per dare corpo a queste ultime le pensai come generatrici di crescita: cosa altro che la vegetazione, simbolo di crescita per eccellenza? Quindi sui bordi delle strisce disegnai delle efflorescenze anche di diversi colori.
Nasceva una tela dinamica e luminosa, con il fondo bianco che accoglieva il disegno dominato da linee e curve.
Questa fu la prima fase, che pensavo definitiva, lasciandola decantare, come generalmente faccio
Osservandolo mi piaceva, era arioso, ma “sentivo” che poteva andare avanti.
E così dopo molto osservare decisi di riempire il fondo con un colore che desse profondità: ripresi in mano il blu oltremare e il cobalto, vedendo quale e in che eventuale mescolanza fosse la soluzione. Ma il tutto rimaneva mancante di qualcosa che non riuscivo a definire. Il blu era interessante ma rimaneva una sensazione di vuoto, di mancanza.
Passò parecchio tempo. Poi improvvisamente una intuizione: una sorta di riempimento a velatura puntinata! Questa quantità di puntini poteva rappresentare qualsiasi cosa, anche le minuscole particelle di aria che non vediamo ma respiriamo. Andò così, lo spazio fu riempito con questa “entità” e con molto lavoro paziente e il risultato fu raggiunto in pieno. L’opera era finalmente finita!
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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