Filippo Anivitti - Senza titolo
Filippo Anivitti - Senza titolo
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Caratteristiche
Caratteristiche
Formato: Piccolo (sotto 40cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Tavola
Soggetto: Fiori
Stile: Figurativo
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Il soggetto del paesaggio urbano è già presente in epoca Medievale e Moderna, ma prevalentemente in maniera idealizzata. Le scene di vita cittadina diventano temi tipici con un’interpretazione più verosimile a partire dal XIX secolo. Ricordiamo come subito dopo le correnti realiste dell’Ottocento anche gli impressionisti diedero molta rilevanza al quotidiano, alla vita di tutti i giorni, con un certa predilezione, però, verso la frenesia della città, la folla, il traffico e ambientazioni tipicamente borghesi. Nelle vedute cittadine di Filippo Anivitti, come nell’opera in oggetto, prevale invece l’aspetto del quotidiano, del realismo schietto e sincero della vita di tutti i giorni in una dimensione paesana. Il soggetto della presente opera è molto ricorrente nella produzione di questo pittore: esso presenta una realistica veduta di Piazza di Spagna unita ad una vivacissima policromia floreale, offerta dalla bancarella in primo piano.
Lo stile dell’artista Filippo Anivitti presenta una perfetta fusione tra realismo e una delicata resa impressionistica dei dati sensibili. Infatti da una parte l’artista procede ad una precisa descrizione della veduta in tutti i suoi particolari con un forte senso della realtà cittadina e del quotidiano di un vissuto semplice. Dall’altra la sua raffinata tecnica pittorica gli permette di trasferire sulla tela un senso di immediatezza, grazie ad una pennellata rapida e carica di vibrazioni atmosferiche. La luce così si riverbera sugli oggetti, ma senza interferire con la descrizione puntuale della realtà. Tutta la veduta risulta connotata, dunque, da una luminosità chiara che si palesa, per contrasto, nel gioco delle ombre. È finalizzato a questo scopo anche l’uso di una tavolozza dai colori tenui e delicati. Tuttavia, in queste vedute, tipiche di Anivitti, è soprattutto nell'esecuzione dei fiori che l'artista palesa le sue influenze impressionistiche. Essi sono realizzati come un'intensa vibrazione di luce e di colori.
Filippo Anivitti (Roma, 4 dicembre 1876 – Roma, 4 agosto 1955). Studia sino al 1899 all’Accademia di Belle Arti di Roma con Filippo Prosperi, successivamente frequenta i corsi serali di Alessandro Morani all’Istituto Artistico Industriale. Agli esordi del suo percorso artistico si avvicina al divisionismo, fase poco interessante nel suo excursus pittorico ma utile a lui per affinare la sua sensibilità ed il suo rapporto con il colore. La frequentazione di Onorato Carlandi lo avvicina al paesaggio ed alla pittura dal vero. Così ben presto i suoi soggetti preferiti diventano Roma con i suoi scorci più o meno noti, la campagna romana con le paludi pontine ed i resti della Roma antica. Entra a pieno titolo nel gruppo degli Acquerellisti, tecnica a lui assolutamente congeniale, tratta infatti l’olio in modo marginale anche se quando lo fa ottiene risultati eccellenti con buona tecnica e un’esecuzione veloce e piacevole quanto quella dell’acquerello. Spinto da Morani e Carlandi si unisce ai XXV della campagna romana con il nomignolo “orso” per i suoi modi misurati e sobri nel parlare. Ha esposto a tutte le Biennali e alle Quadriennali romane e ha ordinato varie mostre personali. Molti suoi quadri sono in Gallerie private italiane ed estere e tra i suoi acquirenti c’era Vittorio Emanuele III.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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