Francesco Vezzoli - Take my Tears
Francesco Vezzoli - Take my Tears
SKU:ggiz001
50X70, anno 2018
Bonifico bancario
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Caratteristiche
Caratteristiche
Certificato: Si
Formato: Medio (40-100cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Carta/cartoncino
Soggetto: Venezia
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
L’autoritratto è un genere che ha amplissima diffusione in tutta la storia dell’arte fino ai nostri giorni. Le prime testimonianze si trovano già in epoca medievale, ma non come genere autonomo, bensì contestualizzato all’interno di un’opera. Con lo svilupparsi dell’autoconsapevolezza dell’artista e del suo ruolo, già nel Rinascimento l’autoritratto, soprattutto quello ambientato in altre opere, comincia ad avere una certa diffusione. Le prime prove di autoritratto autonomo, invece, nascono a partire dal XVI secolo. Spesso l’autoritratto dell’artista costituisce una sorta di manifesto stilistico per il pittore che lo ha concepito. In questa serigrafia, in cui l'artista Francesco Vezzoli ritrae sé stesso, vengono messi in campo tutti gli elementi peculiari dell'estetica pop contestualizzata ad una riflessione contemporanea sulla comunicazione mediatica dell'artista bresciano.
Gran parte delle opere di Francesco Vezzoli partono da un'elevazione artistica delle icone pop della contemporaneità. Soggetti ricorrenti delle sue opere sono i volti del mainstream, coinvolti in una ricontestualizzazione esteticamente raffinata, ma anche dai risvolti ironici. In questo caso, infatti, è lo stesso artista che si eleva ad icona pop, realizzando un suo autoritratto. Dal punto di vista formale il legame con le estetiche pop è innegabile, dal momento che la figura viene realizzata con un disegno conciso ed asciutto che esalta i valori plastici, il quale si rifà palesemente al linguaggio del fumetto. In questo ritratto-manifesto dell'artista non può mancare il vero marchio di fabbrica della produzione di Francesco Vezzoli, le lacrime che solcano i volti dei suoi protagonisti. È qui che si esplica la componente concettuale ed ironica della ricerca di questo artista. La lacrima è simbolo di una profondità interiore ma, allo stesso tempo, elemento di richiamo mediatico degli attuali mezzi di comunicazione. Per questo, nelle opere di Vezzoli, le lacrime sono riprodotte sempre, con una sottile ironia trash, tramite l'uso di materiali “preziosi” e appariscenti. Mentre negli assemblaggi l'artista è arrivato anche all'uso dell'uncinetto, nella immediatezza dell'opera grafica egli preferisce usare i glitter che, mantenendo la ricchezza concettuale della sua interpretazione pop, garantiscono un ottimo impatto estetico della serigrafia.
Francesco Vezzoli (Brescia 1971) vive e lavora tra Milano e New York. Il suo principale mezzo espressivo è costituito dai video, che spesso hanno come protagonisti icone pop o star televisive. Vezzoli effettua una sorta di rimeditazione e di rielaborazione dell’effimero mediatico senza rinunciare a citazioni dal cinema colto, riproponendo, talvolta, volti di attori e attrici ormai quasi dimenticati. Ha partecipato alla Biennale di Venezia in diverse occasioni. Ha inoltre partecipato alla 26a Biennale di San Paolo nel 2004 e la Whitney Biennial nel 2006. Vezzoli ha esposto nei più importanti spazi nazionali e internazionali: il New Museum of Contemporary Art di New York (2002), il Castello di Rivoli (2002), la Fondazione Prada di Milano (2004; 2005), la Tate Modern di Londra (2006), il Solomon R. Guggenheim Museum di New York (2007), la Kunsthalle di Vienna (2009), il Museum of Contemporary art di Los Angeles (2009), il Moderna Museet di Stoccolma (2009-10) e il Garage CCC, Mosca (2010). Nel 2013 è stato protagonista di tre personali al MAXXI di Roma, al MoMA PS1 di New York e al MOCA di Los Angeles.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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