Gino Spalmach - Paesaggio
Gino Spalmach - Paesaggio
SKU:GNIC002
Olio, 60x70
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Caratteristiche
Caratteristiche
Formato: Medio (40-100cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Tela
Soggetto: Storico
Stile: Figurativo
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo.
L’artista Gino Spalmach in questa opera realizza un paesaggio che può essere definito pienamente espressionista. La realtà fenomenica subisce una notevole sintesi formale ed il paesaggio viene rappresentato come un insieme di zone cromatiche. La composizione viene costruita da un disegno di linee dall’andamento molto sinuoso, che innestano un ritmo dinamico. Ma soprattutto è la scelta del colore a decretare l’espressionismo di questo dipinto. Le tonalità, accese, quasi aggressive, non rispecchiano la verità naturale, ma piuttosto comunicano uno stato emotivo, una situazione spirituale.
Gino Spalmach (Roma 1900 – 1966). Alla morte del padre, nel 1916, si trasferisce a Modena dove frequenta l’Istituto di Belle Arti. Dopo Caporetto si arruola volontario e parte per il fronte. Congedato nel 1921, torna a Roma, dove passa le giornate nei musei. Affitta un locale da adibire a studio. Partecipa al premio reale dell’Accademia di San Luca e arriva primo ex aequo. Nel 1924 partecipa nuovamente al premio reale dell’Accademia di San Luca e vince con il quadro “Ultimo commiato”. Nell’ottobre del 1940 viene richiamato alle armi e destinato con il grado di tenente presso il Comando generale delle truppe italiane in Albania, con l’incarico di ritrarre le scene di guerra. Le sue opere dal fronte vengono pubblicate su giornali ed acquistate da enti pubblici. In quegli anni tenne le prime mostre personali. Dopo l’8 settembre 1943 viene richiamato e invitato a raggiungere un reggimento di stanza a Mestre. Ma fugge e si rifugia a Mentana, organizzandosi con altri militari per fare resistenza ai tedeschi. A seguito di una soffiata viene caricato su un treno per la Germania. Gino Spalmach arriva al campo di concentramento internazionale di Moosburg, vicino a Monaco, sotto il controllo della Croce Rossa Internazionale. Grazie ad un internato che gli regala fogli di carta e pastelli, ricomincia a lavorare. Gino Spalmach dedica gran parte del tempo a fare studi e bozzetti della vita quotidiana del campo e viene anche incaricato di dipingere qualcosa sulle pareti di una piccola cappella ricavata in una baracca. Finalmente il 17 agosto 1945 Gino Spalmach riparte per l’Italia su un camion e arriva a Roma il 27 agosto. Riprende a lavorare nel suo studio di via Margutta. Le sue opere eseguite durante il periodo di prigionia hanno molto successo ed espone in diverse gallerie. Partecipa anche alla VI, VII e IX Quadriennale di Roma.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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