Gino Spalmach - Ritratto
Gino Spalmach - Ritratto
SKU:GNIC001
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Caratteristiche
Caratteristiche
Formato: Medio (40-100cm)
Orientamento: Orizzontale
Supporto: Tela
Soggetto: Ritratto
Stile: Astratto
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Il ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea.
Nella sua produzione pittorica l’artista Gino Spalmach si distingue per una qualità formale davvero eccellente. Lo possiamo vedere, oltre che nei paesaggi, nei molti ritratti che ha eseguito, nei quali, anche se i soggetti sono diversi, rimane costante l’altissimo senso per una resa naturalistica interpretata in chiave moderna. Infatti, nonostante la registrazione dei dati fisionomici sia impeccabile, quasi fotografica, Spalmach vuole rifuggire da qualsiasi intento di idealizzazione del soggetto. Per questo i suo personaggi sono carichi di una vitalità reale data dalla genuinità dei gesti, delle pose, a volte quasi casuali, e dalle profonde vibrazioni esistenziali che riesce a trasmettere dipingendo. Infatti la stesura pittorica di Gino Spalmach si distingue per una grande complessità ed un senso moderno della resa naturalistica. Il suo tratto è mobile ed in alcuni casi più sintetico, nell’ottenimento di una dimensione davvero realistica e dunque viva, della figura umana.
Gino Spalmach (Roma 1900 – 1966). Alla morte del padre, nel 1916, si trasferisce a Modena dove frequenta l'Istituto di Belle Arti. Dopo Caporetto si arruola volontario e parte per il fronte. Congedato nel 1921, torna a Roma, dove passa le giornate nei musei. Affitta un locale da adibire a studio. Partecipa al premio reale dell'Accademia di San Luca e arriva primo ex aequo. Nel 1924 partecipa nuovamente al premio reale dell'Accademia di San Luca e vince con il quadro "Ultimo commiato". Nell'ottobre del 1940 viene richiamato alle armi e destinato con il grado di tenente presso il Comando generale delle truppe italiane in Albania, con l'incarico di ritrarre le scene di guerra. Le sue opere dal fronte vengono pubblicate su giornali ed acquistate da enti pubblici. In quegli anni tenne le prime mostre personali. Dopo l'8 settembre 1943 viene richiamato e invitato a raggiungere un reggimento di stanza a Mestre. Ma fugge e si rifugia a Mentana, organizzandosi con altri militari per fare resistenza ai tedeschi. A seguito di una soffiata viene caricato su un treno per la Germania. Gino Spalmach arriva al campo di concentramento internazionale di Moosburg, vicino a Monaco, sotto il controllo della Croce Rossa Internazionale. Grazie ad un internato che gli regala fogli di carta e pastelli, ricomincia a lavorare. Gino Spalmach dedica gran parte del tempo a fare studi e bozzetti della vita quotidiana del campo e viene anche incaricato di dipingere qualcosa sulle pareti di una piccola cappella ricavata in una baracca. Finalmente il 17 agosto 1945 Gino Spalmach riparte per l'Italia su un camion e arriva a Roma il 27 agosto. Riprende a lavorare nel suo studio di via Margutta. Le sue opere eseguite durante il periodo di prigionia hanno molto successo ed espone in diverse gallerie. Partecipa anche alla VI, VII e IX Quadriennale di Roma.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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