Giò Ponti - Natura morta
Giò Ponti - Natura morta
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Caratteristiche
Caratteristiche
Supporto: Altro
Soggetto: Natura morta
Stile: Astratto
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell'avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile.
Lo stile dell'artista autore del tondo in ceramica mostra una decisa tendenza verso l’Iperrealismo. Si nota, infatti, una volontà del pittore di riportare sulla tela oggettivamente, con fredda lucidità, i dati sensibili che ha di fronte agli occhi. L’artista inoltre mostra di possedere un'eccellente tecnica, che ricorda la pittura fiamminga, nella precisione con cui riproduce i vari materiali e gli effetti della luce incidente su di essi. Tuttavia non rifugge anche da alcuni effetti di pittoricismo che sfumano morbidamente gli oggetti nell'atmosfera dell’opera.
L'opera è stata attribuita a Giò Ponti. Dall'analisi della stessa possiamo constatare la mano di un artista in possesso di una tecnica straordinaria che gli permette di registrare i dati sensibili in maniera impeccabile. Ci troviamo di fronte, senza dubbio, ad un artista di solida formazione accademica, il cui linguaggio pittorico si rifà classicamente alla tradizione più illustre della Natura Morta. Infatti il suo registro stilistico tende ad un realismo oggettivo e assoluto che deve molto alla pittura fiamminga.
Spedizione e resi
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