NESPOLO UGO - 500 ANNI DI LEONARDO
NESPOLO UGO - 500 ANNI DI LEONARDO
SKU:OCHIA002
Serigrafia, 50X70
Bonifico bancario
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Caratteristiche
Caratteristiche
Certificato: Si
Stato di conservazione: Ottimo
Tiratura: 50 ESEMPLARI
Formato: Medio (40-100cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Carta
Soggetto: Storico
Stile: Pop - Art
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Ugo Nespolo trascorre la sua infanzia nel biellese prima di trasferirsi a Torino dove il padre Libero lasciata la piccola industria di materie plastiche attiva un commercio di strumenti di misura ed articoli tecnici. A Torino frequenta il Liceo, poi l’Accademia Albertina di Belle Arti dove si diploma in Pittura con Enrico Paulucci e all’Università degli Studi di Torino alla Facoltà di Lettere e Filosofia si laurea in Lettere moderne con una tesi in Semiologia.
Gli inizi
Gli esordi di Nespolo nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, quelli in cui esplodono le tendenze pop seguite dalle ricerche concettuali e poveriste. Le sue prime mostre personali si tengono alla Galleria Il Punto a Torino. La sua ricerca mai legata in maniera assoluta ad un codice espressivo si caratterizza per la ricerca di contenuti ironici ed eclettici che, sempre, segneranno il suo lavoro. Nespolo in questi anni esplora molte possibilità espressive rivisitando le istanze delle Avanguardie Storiche, il Futurismo, il Dadaismo e osservando la crescente influenza della Pop Art in arrivo dall’America. Negli anni d’esordio si lega a figure della cultura italiana e torinese, in particolare col filosofo Gianni Vattimo ed Edoardo Sanguineti, capofila del Gruppo ‘63 e della neoavanguardia, scriverà testi e poesie per le prime mostre personali di Nespolo nel 1966. Nei tardi anni Sessanta fa parte della Galleria di Arturo Schwarz, Milano, con la quale poco dopo esporrà a New York, Chicago ed in Belgio. In quegli anni la Galleria conta tra i suoi artisti Duchamp, Picabia, Schwitters, Arman, Baj. La sua prima mostra milanese (5 marzo 1968) Macchine e Oggetti Condizionali è presentata da Pierre Restany. Il clima e l'innovazione di questa mostra verranno colti da Germano Celant che conierà poi il movimento dell'Arte Povera, alle cui mostre iniziali Nespolo partecipa; come ad esempio a 10 per un Percorso, Galleria Arco d’Alibert, Roma; Con-temp-l’azione, Galleria Gian Enzo Sperone, Galleria Il Punto, Galleria Christian Stein, Torino; Deposito d’Arte Presente, Torino. Nel 1967 con Ben Vautier realizza a Torino il primo Concerto Fluxus Italiano dal titolo Les Mots et Les Choses. Inizia a viaggiare intensamente negli Stati Uniti dove entrerà in contatto con le realtà Newdada, Fluxus e con il New American Cinema. Gli incontri di Nespolo con alcuni autori e fondatori del gruppo come Jonas Mekas, P. Adams Sitney, Gregory Markopoulos, Yōko Ono, Andy Warhol, Regina Cornwell daranno il via ad una sua ricerca filmica molto personale. Diventa quindi uno tra gli iniziatori di quel fenomeno espressivo e di ricerca che verrà anche definito Cinema degli Artisti. I suoi film popolati di artisti–interpreti come Lucio Fontana, Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Allen Ginsberg, Edoardo Sanguineti, verranno proiettati in molti musei internazionali tra cui Centre Pompidou, Parigi; Tate Modern, Londra; Reina Sofia, Madrid; Philadelphia Museum of Art, Filmoteka Polska, Varsavia; Museo Nazionale del Cinema, Torino; Fondazione Prada, Milano; Biennale di Venezia.Anni Settanta



Anni Ottanta e Novanta
L’attività espositiva di Nespolo prende il via con la mostra personale alla Civica Galleria d’Arte Moderna, Ferrara; Casa d’Arte Nespolo, Palazzo della Permanente, Milano; mostra antologica La Bella Insofferenza, Villa Croce, Genova; in catalogo la poesia Nespoleide di Edoardo Sanguineti. Partecipa alla mostra L’identité Italienne al Centre Pompidou, Parigi. Nel 1982 la mostra personale alla Arras Gallery, New York; con testi di Furio Colombo. Nel 1984 la rassegna personale Le Cinéma diagonal al Centre Pompidou, Parigi; nel 1988 la mostra personale al Festival di Spoleto. Disegna nel 1986 scene e costumi per la prima americana della Turandot di Ferruccio Busoni allo Stamford State Opera e nel 1990 le scene ed i costumi per Don Chisciotte di Paisiello al Teatro dell’Opera di Roma. Nel 1990 la mostra personale al Palazzo Reale, Milano; con testi nel catalogo Electa di Gillo Dorfles e Gianni Vattimo. In questi anni Nespolo assume la direzione artistica di Richard Ginori e ha inizio la collaborazione con la storica Vetreria muranese Barovier & Toso. Il suo interesse per la ceramica dà vita all’ampia mostra al Museo della Ceramica, Faenza; ed in Giappone all’International Ceramic Festival, Shigaraki. A Venezia la mostra personale La Passerella con sculture in vetro di Barovier & Toso. Mentre è del 1991 la mostra personale A Fine Intolerance alla Galleria Borghi, New York; seguita dalla personale Pictura si instalatu al Museo Nazionale d'Arte Rumena, Bucarest. Nel 1997 una serie di mostre itineranti in America Latina prendono il via dal Museo Nacional de Bellas Artes, Buenos Aires; poi al Museo de Arte Contemporáneo de Córdoba, Château Carreras, in seguito al Museo Municipal de Arte Moderno, Mendoza; ed infine al Museo Nacional de Artes Visuales, Montevideo. Nel 1998 realizza per la città di San Benedetto del Tronto una scultura di dieci metri, in acciaio dipinto, "Lavorare Lavorare Lavorare, Preferisco il Rumore del Mare."Dal 2000
Mostra antologica Nespolo+Napoli a Palazzo Reale, Napoli a cura di Flavio Caroli. Nei primi mesi del 2001 torna al cinema con Film/a/To interpretato da Edoardo Sanguineti e presentato al Centre Pompidou, Parigi. Mostra personale a Fukui nell’ambito di Italia in Giappone 2001. Nel 2002 prende il via la sua opera di decoro delle ventisei Stazioni della nuova Metropolitana di Torino.
Filmografia
Ugo Nespolo lavora moltissimo anche in ambito cinematografico. Parte ad esplorare il mondo del cinema negli anni '60, diventando un punto di riferimento in Italia per quanto riguarda il Cinema d'Artista. Come scrive Nespolo sul suo sito "Partii. con la Bell & Howell 16 millimetri con lo Zoom Angenieux alla scoperta del cinema e fui fortunato. [...] Allora pensavo ad una sorta di "teatro fotografico" pieno di improvvisazioni e di materiali bizzarri. Il tentativo è stato quello di approdare in un territorio magico ed in perenne, instancabile movimento, un gioco insomma in cui la razionalità era bandita per lasciare il posto ad un libero creare associazionistico, suono ed immagine, movimento e colore, senso e non senso."[3]
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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