PAESAGGIO - GRAZZINI
PAESAGGIO - GRAZZINI
SKU:DEWEM009
Olio, 50X70, anno SECOLO SCORSO
Bonifico bancario
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Caratteristiche
Caratteristiche
Certificato: No
Stato di conservazione: Buono
Tiratura: OPERA UNICA
Formato: Medio (40-100cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Tela
Soggetto: Paesaggio con figure
Stile: Astratto
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Diplomatosi nel 1934 all’Istituto d’Arte di Porta Romana di Firenze, dove in seguito insegnerà, Renzo Grazzini subisce fin dalla giovane età l’influenza di Ottone Rosai. Il primo dopoguerra segna un cambiamento radicale nella sua arte: dopo l’esordio legato al linguaggio geometrico–astratto, dal 1953 l’interesse si concentra infatti verso sintassi neorealiste. Vicino a letterati come Vasco Pratolini, Elio Vittorini e Romano Bilenchi, negli anni Sessanta la sua ricerca si sposta verso un personale espressionismo figurativo. Nella sua carriera partecipa alla VI°, VII° e VIII° Quadriennale di Roma e alla XXV° e XXVI Biennale di Venezia. Sue opere si trovano in collezioni private e raccolte pubbliche tra cui l’Hermitage di San Pietroburgo e la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze.
La vita
Renzo Grazzini nasce a Firenze nel quartiere di Santa Croce nel 1912 da un padre calzolaio e una madre casalinga. Compie i suoi studi all'Istituto d'Arte di Porta Romana e da lì inizia il suo lungo cammino nella pittura; sentendosi molto legato a questo tipo di arte si diploma nel 1934. A causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, il conflitto lo porta a servire il suo paese e viene spedito prima in Libia, poi in Abissinia e infine in Albania dove passa gran parte della sua vita, fino ai trent'anni circa. La guerra è per lui fonte di tormento e disperazione tanto che scrive nel suo diario: “ forse domani sarà tutto un lento morire dentro ciò che oggi stiamo perdendo”. Tornato dalla guerra, Grazzini; dal 1946 al 1972 insegna all'Istituto d'Arte di Porta Romana, la sua vecchia scuola, prima come maestro d'arte, poi come titolare della cattedra di pittura. Il 28 Gennaio 1990 Renzo Grazzini muore.
La poetica
Inizialmente i temi delle sue opere sono quelli tradizionali della pittura toscana: paesaggi, figure, nature morte; ma nei suoi quadri non c’è traccia di derivazione macchiaiola. L’impegno assunto nella guerra partigiana, le rovine e la morte tra le sue braccia dell’amico fraterno Bruno Becchi lasciano tracce profonde nel suo animo tanto che intorno agli anni cinquanta raffigura in una serie di disegni quelle drammatiche vicende, utilizzando principalmente colori come il bianco e il nero. Il suo neorealismo non appartiene ad alcuna corrente, ma è il frutto dell’insistita ricerca di un linguaggio di tipo formale in cui si confermano la grande invettiva e l’attitudine allo scavo psicologico che ne rivela la sensibilità e anche la delicatezza disegnativa, l’amorosa disposizione della pagina pur nel dilaniamento dell’immagine che in molte occasioni risente dell’espressionismo tedesco. Sono molto evidenti nella sua pittura i segni delle amicizie con Vasco Pratolini, Elio Vettorini e Ottone Rosai, con i quali condivide la cultura fiorentina di quel periodo.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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