Salvador Dali - Il cristo del valles
Salvador Dali - Il cristo del valles
SKU:lmar009
29x36, anno SECOLO SCORSO
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Caratteristiche
Caratteristiche
Certificato: Si
Stato di conservazione: Ottimo
Tiratura: 99/599
Formato: Piccolo (sotto 40cm)
Orientamento: Verticale
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Immancabile quando si parla di Surrealismo, Salvador Dalì con il Cristo del Vallés, opera del 1962/63 proposta in asta da Christie’s, si concentra sul tema mistico. Si tratta del primo dei due grandi dipinti realizzati tra il 1962 e il 1963 raffiguranti un Cristo dematerializzato che appare nel cielo catalano di Vallés. Un soggetto che richiama la disastrosa alluvione che ebbe luogo il 25 Settembre 1962, ma soprattutto un soggetto che deve la sua scelta all’interesse dell’autore per Francis Crick e per la recente scoperta di James Watson della struttura molecolare del DNA. La seconda di queste due opere dedicate alla dematerializzazione di Cristo porta infatti il titolo impronunciabile di Galacidalacidesoxyribonucleicacid e raffigura molecole di DNA che si formano e si disintegrano sotto una visione celeste di Cristo nelle nuvole sulla vallata. Un concetto importante per Dalì quello della dematerializzazione del Cristo. L’artista era infatti convinto che l’età del materialismo fosse terminata e che le nuove scoperte nel campo della scienza avrebbero avvicinato alla fede religiosa e al misticismo una generazione più giovane. Dopo aver completato il suo Cristo di San Giovanni della Croce nel 1951, Dalì aveva scritto sul suo Manifesto Mistico “Voglio che il mio prossimo Cristo dipinto esprima tutta la gioia e la bellezza che nessun altro ha dipinto fino ai nostri giorni. Voglio dipingere un Cristo che sarà l’antitesi assoluta del Cristo materialista e anti-mistico di Grunewald”. Pare che Dalì stesse lavorando a quest’opera proprio nel momento in cui l’alluvione devastò l’area e questo lo portò ad adattarla a relazionarsi con il disastro appena avvenuto. Così l’immagine di Cristo crocifisso che appare sopra la valle diventa l‘emblema della salvezza attraverso la sofferenza. Per rendere quest’entità immateriale, Dalì aveva impiegato una nuova tecnica, ottenuta dopo una serie di sperimentazioni. Si tratta di una pittura ad olio molto diluito, mescolato con trementina, con cui macchia la tela secondo vari gradi di intensità e opacità. In questo modo lo spettro gigante di Cristo sembra fondersi con le nuvole sopra la valle. Solo la corona di spine e il sangue della ferita sul costato sono iperrealisti, come anche la figura solitaria di un vescovo che prega a capo chino, prima di accorgersi dell’apparizione.
Spedizione e resi
Spedizione e resi
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