Le tele sono rispettivamente di dimensioni:
Le due grafiche riportano due fra i soggetti più popolari nella produzione artistica di Sandro Chia. Da una parte i volti che si connotano come dei grandi mascheroni espressionistici e che, per questa motivazione, sono un tema molto sviluppato per un artista considerato tra i più importanti esponenti della Transavanguardia. Dall'altra il soggetto della “Maternità” di cui Chia dà un'interpretazione profana con una figura di Venere distesa ed amorino. Cosa che gli permette di sviluppare uno studio sul nudo femminile, sempre interpretato con il suo linguaggio neoespressionista, tipico degli artisti della Transavangiardia.
Tra i più importanti rappresentanti della Transavanguardia, movimento teorizzato da Achille Bonito Oliva, anche Sandro Chia elabora il suo linguaggio mediante una ricontestualizzazione dell'espressionismo ed, in particolare, del movimento Fauve. Possiamo infatti vedere, anche in queste due grafiche, come la figura sia sottoposta da Chia ad un accentuato processo di sintesi ma anche di deformazione, in modo da connotare le figure con un ritmo estremamente dinamico e sinuoso. Anche le scelte cromatiche effettuate da Chia assumono un deciso senso espressionistico, con forti contrasti di colori aggressivi che superano completamente il dato sensibile, per acquisire un significato spirituale e simbolico. Nonostante questo suo forte legame con la sintesi e l'essenzialità della figurazione fauvista, in Sandro Chia permane sempre un grande senso della forma e dei valori plastici. Lo possiamo notare sia nei solidi volumi delle maschere che nella massa concreta del corpo della maternità.
Alessandro Coticchia, in arte Sandro Chia, è nato a Firenze nel 1946. È uno dei più importanti membri del movimento della Transavanguardia Italiana (movimento noto in Europa anche con il nome di Neoespressionismo). Sandro Chia ha alle spalle una formazione artistica molto eterogenea. Nel 1969 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove era entrato in contatto con le principali neoavanguardie europee e in seguito anche statunitensi; si trasferisce a Roma per un decennio e poi a New York per circa un ventennio. Sul finire degli anni Settanta, dopo varie esperienze di viaggio in Asia ed Europa, si convertirà al figurativismo e si inserirà naturalmente e automaticamente nella Transavanguardia.