Le opere sono intitolate rispettivamente:
- Volti (50x70)
- Veduta di Venezia (50x70)
- Composizione (50x70)
- L'esclusa (60x80)
- Le ballerine (60x80)
La serie presenta un campionario piuttosto completo dei soggetti preferiti dall'artista Umberto Bianchini. Da una parte la marcata vocazione espressionista di questo pittore, che tende a porre l’accento sull’espressione delle emozioni. L’arte espressionista vuole gridare al mondo i propri stati d’animo e ostentarli con passione e Umberto Bianchini ha focalizzato la propria ricerca pittorica sui volti e le figure femminili arrivando ad una propria forma di espressionismo del tutto originale. Tutto ciò porta l'artista a concepire composizioni dalla forte rilevanza simbolica dove le figure femminili si stagliano come apparizioni in spazi decontestualizzati, oppure i loro volti sono protagonisti come una teoria di maschere. In alcuni casi la figura umana viene associata alla natura morta, in una sorta di simbiosi tra soggetto e oggetti. Anche nella definizione del paesaggio Bianchini mantiene la propria concezione espressionista e simbolista.
L’espressionismo di Umberto Bianchini pone come base la sintesi del soggetto e il superamento dei dati contingenti a favore di una rappresentazione che abbia dei significati più ampi. Questa sua sintesi avviene tramite una materia pittorica densa, stesa in maniera molto elaborata. Le figure allora diventano quasi delle maschere, le quali tuttavia presentano un plasticismo molto marcato ma fatto esclusivamente delle vibrazioni della stessa materia pittorica. Il segno è energico e vigoroso nello sbozzare le figure. Prevale una tavolozza dalle tonalità molto chiare dove prende risalto il bianco dei soggetti attraversato da profonde ombre nere. Anche nella pittura di paesaggio o negli interni, sebbene legati alla riproduzione dei dati sensibili, Umberto Bianchini non smentisce la propria indole espressionista. Così anche nelle vedute cerca di sfruttare le peculiarità formali del proprio stile per connotare la scena di un profondo significato lirico ed esistenziale. Innanzitutto la composizione viene costruita interamente tramite il colore: per superare i dati contingenti e trasfigurare la realtà nel sistema simbolico della propria pittura, Bianchini deve scardinare la griglia disegnativa. In questo modo egli può sfruttare tutte le qualità espressive nella stesura del colore. Ed infatti la sua pennellata è densa e lavorata in modo da creare un continuum tra oggetti e spazio, in una perfetta fusione atmosferica. Un’atmosfera che sicuramente possiamo definire densa di vibrazioni esistenziali che danno ai paesaggi di Bianchini una connotazione davvero poetica.
Umberto Bianchini è nato a Firenze nel 1934 ed è scomparso nel 2010. Dopo gli studi superiori ha iniziato l’attività di grafico pubblicitario e si è avvicinato al mondo dell’arte studiando la pittura, con particolare interesse per il post- impressionismo e per i ritrattisti toscani. Innumerevoli le mostre personali e collettive e le manifestazioni a cui ha partecipato raccogliendo consensi di critica e di pubblico oltre al conseguimento di vari premi. Ha inoltre partecipato, per invito, a numerose Collettive e rassegne internazionali. Sue opere si trovano in collezioni private e in importanti raccolte pubbliche. Due sue opere sono state acquistate dalla Presidenza dei Consiglio dei Ministri e dal Ministero per il Turismo e lo Spettacolo. Un suo dipinto è esposto al Museo Nazionale di Cracovia.