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Carla Accardi

Carla Accardi

Tra le maggiori animatrici dell'astrattismo  italiano e della scena artistica del secondo dopoguerra, nel 1947 Carla Accardi è tra i firmatari a Roma del manifesto da gruppo Forma 1, per un linguaggio basato sul colore e su disegno di forme astratte, in linea con le coeve ricerche che si sviluppano in Europa. Negli anni successivi l'artista è presente in numerose esposizioni in Italia e all'estero; nel 1964 le viene dedicata una sala personale nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, dove tornerà a esporre anche nel 1976, 1978 e 1988. La pittura di Carla Accardi, rifiutando ogni immagine figurativa e realista, è un intreccio di motivi geometrici rigorosi che appaiono libere creazioni dettate dall'inconscio, Inizialmente caratterizzate da lineari segni bianchi su fondi neri, negli anni sessanta le composizioni trovano il colore, declinato in articolati e squillanti disegni bicromi dall'intenso accento emotivo. Durante gli anni settanta, in pieno boom economico, l'artista sostituisce il tradizionale supporto della tela con fogli di sicofoil, una plastica trasparente. Montato a strati sul telaio visibile o addirittura arrotolato e appoggiato direttamente sul pavimento, il sicofoil dipinto con i caratteristici segni geometrici diventa un diaframma in cui la trasparenza del supporto regola il passaggio di fasci di luce, in un continuo sovrapporsi di piani in interazione con l'ambiente circostante, come in Rosso scuro (1974) e Punto con raggi (1972).

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