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Un anno nel segno di Klimt: quando l’arte fa più rumore del Bitcoin (e costa pure di più) Mercato dell’arte 2025 · Beni rifugio · Venderequadri Blog Se pensavi che nel 2025 il vero investimento fosse solo tra crypto, AI e case in periferia… spoiler: l’arte ha fatto ancora una volta il suo show. E il protagonista? Ovviamente lui: Gustav Klimt, l’artista che riesce a far salire i prezzi più del costo dei tramezzini in autogrill. Nelle aste internazionali – soprattutto a New York – il mercato non è solo tornato vivo: ha cambiato marcia. E lo ha fatto con un record che si legge così: 💥 Record 2025 Un’opera di Klimt è stata venduta per $236.400.000. Sì: duecentotrentasei milioni. No: non è un errore di battitura. 📌 New York: capitale dell’arte (e dei prezzi da capogiro) L’articolo racconta chiaramente una cosa: New York si conferma il cuore pulsante del mercato. I grandi appuntamenti (Sotheby’s, Christie’s & co.) non sono solo eventi: sono veri e propri “festival del denaro”. E il bello è che non vince solo chi compra: vince anche il mercato, perché quando gira l’arte, gira tutto: prestigio, investimenti, collezionismo, narrativa… e sì, pure un po’ ego. 🎯 Non solo quadri: vince anche un orologio (di quelli che fanno male) Nel mezzo di questo caos meraviglioso, ecco il colpo di scena: tra gli oggetti da collezione spunta un Patek Philippe in acciaio venduto a Ginevra per $17.600.000. 📉 Ma quindi l’arte è sempre un “bene rifugio”? Dipende. Perché se c’è una cosa che il 2025 ha ricordato a tutti è questa: Non tutto ciò che è arte cresce di valore Il nome conta, ma conta anche la storia dell’opera Il mercato è un mix tra qualità, storytelling e tempismo In pratica: Klimt vola… ma il resto del mondo non è automaticamente “Klimt”. Però questo non significa che l’arte emergente non abbia valore: significa che serve strategia. ✨ Pro tip Venderequadri Se vuoi vendere bene (e crescere davvero nel mercato), non basta essere bravo: devi anche posizionarti. E oggi il posizionamento è la vera valuta. Cosa c’entra tutto questo con Venderequadri? C’entra eccome. Perché mentre i grandi nomi fanno record, l’arte contemporanea e gli artisti emergenti stanno entrando in una fase nuova: più digitale, più internazionale, più trasparente. E sì: il mercato non è riservato solo ai “soliti noti”. Ma per rendere un’opera vendibile e appetibile, ci vuole: Presentazione impeccabile (immagini, scheda opera, coerenza) Prezzo corretto (né sogno né svendita) Distribuzione (gente deve vederla, non solo tua mamma) ✅ Conclusione: Klimt non è per tutti, ma vendere bene sì Il 2025 ci ha ricordato che l’arte è ancora un regno dove i numeri fanno girare la testa. Ma la vera lezione è questa: il valore si costruisce. E chi lavora bene, prima o poi entra nel mercato giusto. 📩 Vuoi vendere le tue opere in modo professionale? Su Venderequadri puoi pubblicare le tue opere, posizionarti correttamente e gestire le trattative in modo serio (ma senza perdere stile). 👉 Scopri la piattaforma su www.venderequadrishop.it
Saperne di piùLucio Fontana
LUCIO FONTANA Rosario de Santa Fe (Argentina), 1899 - Milano, 1968 Ideatore dello spazialismo, pittore dei buchi, creatore dei tagli sulla tela, Lucio Fontana ha segnato un'epoca per la storia dell'arte italiana. Nato in Argentina e trasferitosi in Italia fin dal 1917-1918, arruolandosi come volontario nella Prima guerra mondiale, decide di dedicarsi all'arte seguendo i corsi, presso l'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, del simbolista Adolfo Wildt. Fontana si distacca tuttavia dagli insegnamenti del maestro e dalla figurazione plastica praticata dal gruppo Novecento, per seguire una sua strada, mescolando pittura e scultura verso una nuova dimensione: il nulla, il vuoto oltre la tela. Sono gli anni trenta ed è già evidente l'intenzione di agire "spazialmente" anche in rapporto con l'architettura, lavorando in collaborazione con diversi architetti della nuova generazione (Luigi Figini, Gino Pollini, i BBPR,Luciano Baldessari). Contemporaneamente si dedica alla ceramica, ad Albisola, ritornando verso un' espressione più figurativa, trattando temi vegetali e animali. Segue un sog- giorno argentino, dal 1940 al 1947, in cui approfondisce l'elaborazione della materia, del colore, della luce, della forma e dello spazio, e scrive il Manifesto Bianco (1946). Ormai l'"'arte spaziale" è dichiarata: nascono i "'buchi" nel1949 e, dieci anni più tardi, arrivano i "tagli", la tela viene forata affinché si raggiunga una dimensione cosmicadello spazio. Questi segni fisici sulla tela corrispondo nei suoi ambienti spaziali all'inserimento della luce al neon. L'"opera ambiente" è l'affermazione del coinvolgimentototale con lo spazio, un'unità tra oggetto, materia e volume. Inizialmente Fontana crea gli "ambienti neri", con l'applicazione della luce nera di Wood (il primo è stato realizzato per la mostra nella Galleria Il Naviglio a Milano nel 1949). Dalla Biennale del 1966 l'artista decide diutilizzare una soluzione "bianca", di luce totale. Nel 1968 realizza per Documenta 4 a Kassel Ambiente spaziale, un labirinto completamente bianco che conduce a un "taglio" su gesso bianco. Lo stesso labirinto, dopo la mor-te di Fontana avvenuta nello stesso anno, è stato ricreato in legno nel 1974 per Museo de arte Contemporaneo di Caracas, a cui la moglie ha donato il pannello in gesso originale con il taglio.
Saperne di piùMarisa Merz
Costruttrice possente e delicata, Marisa Merz continua a creare, ancora oggi, lavori intimi e visionari che rendono manifesto un tempo poetico tramite l'utilizzo di materiali naturali come la cera, l'acqua, il sale, la creta. Questi elementi primari pongono l'artista nello spirito dell'arte povera, da cui poi, negli anni settanta, prende le distanze, giungendo alla formulazione di un linguaggio personale nel quale coniuga 'artigianalità di materiali come il rame ai gesti dell'universo femminile come il lavoro a maglia. Oggetti di piccola taglia e diminuziosa tessitura raccolgono nella loro poesia e grazia un preciso equilibrio tra arte e vita, gesti e simboli, materiali e segni, I messaggi dell'artista sono sussurrati in modo delicato da opere che assumono una forza simbolica e allo stesso tempo ricevono un riconoscimento di fama internazionale (1992, Documenta IX.Kassel; 1994, Centre Pompidou, Parigi: 2001, 49. Biennale di Venezia). La piccola vasca in piombo, Fontana (2007), isolata su una porzione di pavimento, è come un generatore di vita, un'evocazione del ciclo vitale, uno svolgimento fenomenologico della vita e delle forme. L'acqua sgorga, poi cambia forma per trasformarsi in ghiaccio e svanire infine con l'evaporazione. È il senso del tempo naturale che si percepisce e che richiama anche il tempo della memoria e della sensibilità più privata, tanto che il vedere di fronte alla sua opera si trasforma più in un'ascoltare.
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